Carnevale Storico Sangavinese 2019
Monumenti Aperti Tutto l'Anno | San Gavino Monreale Mappa dei Murales Sangavinesi

Resta in contatto con San Gavino Monreale . Net!

RSS FeedYoutube

La qualità dell’aria a San Gavino

Lunedì 28 novembre 2016 si è svolto a San Gavino il dibattito pubblico “La qualità dell’aria a San Gavino Monreale” con la proficua partecipazione dell’Arpas, Agenzia Regionale per la Protezione del’Ambiente della Sardegna.

La qualità dell’aria a San Gavino

La qualità dell’aria a San Gavino

Il monitoraggio del nostro paese è cominciato nel 2001. Successivamente fino al 2011 a seguito di lavori di adeguamento della rete regionale le stazioni sono state dismesse ed è stata installata una stazione urbana di fondo. Dall’installazione ubicata presso il giardino della scuola di via Fermi si è evidenziato un numero di superamenti del valore limite giornaliero di PM10 molto maggiore rispetto al consentito.

L’amministrazione comunale per verificare lo stato reale del paese ha preso atto dei dati provenienti dalla centrale e ha contattato l’Arpas.

Oltre al punto permanente di via Fermi, il rilevamento è stato effettuato in periodi diversi in Piazza Marconi, Piazza Resistenza, Biblioteca Comunale, Ospedale e Zona Artigianale.

Dall’elaborazione dei dati rilevati dalle centrali è possibile dedurre alcune conclusioni: l’inquinamento è presente soprattutto nei mesi invernali e le centrali mobili sistemate in piazza Marconi e in piazza Resistenza registrano valori superiori alle norme di legge. Da un attento esame dei risultati dei rilevamenti effettuati dalle centrali dell’Arpas  la presenza di numerosi sforamenti, oltre i limiti di legge nel nostro paese, è da addebitare in parte ai fumi provenienti dai camini. Un primo provvedimento alla portata di tutti sarebbe quello di riportare i fumaioli nella parte alta del tetto in modo che i fumi possano disperdersi.

Premesso che non sia possibile una combustione della legna senza emissioni indesiderate, è importante adottare tutte le misure conosciute per cercare di ottenere una combustione il più possibile completa, e quindi “ambientalmente sostenibile”: usare legna secca di almeno due anni di stagionatura, bruciare con fiamma vivace e spaccare la legna a pezzi piccoli.

Condividi la pagina

Lascia un commento