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domenica, 19 Settembre 2021

Il vaccino? Non è abbastanza cool

Emergenza sanitaria

Le conoscenze, le scoperte e le innovazioni scientifiche, in quanto tali, non ci piacciono. Siamo schiavi della dittatura consumistica, non simpatizziamo né per la scienza, né per la tutela dell’ambiente, né per la salvaguardia dell’umanità.

Se il vaccino fosse una novità commerciale all’ultimo grido, un prodotto a pagamento, di tendenza, andrebbe a ruba in tutti i negozi, farebbero la fila per averlo, sarebbe il must di ogni individuo che voglia adeguarsi alle tendenze più cool del momento.

Invece no, il vaccino non è un prodotto commerciale accattivante, come l’ultimo modello di iphone, o un pratico snack contenuto in comodi contenitori di plastica a sua volta contenuti in comodi multipack gran risparmio. Non è un suv diesel di ultima generazione, in gran voga negli ultimi anni, che vi fanno sentire i padroni del mondo ma invece inquinano, congestionano il traffico e surriscaldano l’aria come non mai; e non è nemmeno un paio di sneakers da abbinare alla propria maglia tecnica in rigoroso poliestere traspirante, che fra qualche mese o anno saranno nelle più vicine discariche o, magari, persino in mare.

Il vaccino è il frutto del lavoro di tanti studiosi e di più di un decennio di ricerche, ha lo scopo di proteggere i più deboli dagli effetti di una pandemia che non lascia tregua, è uno strumento di solidarietà e non di individualismo, per questo non è cool. Non c’è nessun guadagno apparente per il singolo, che è abituato a procurarsi, al più presto, soltanto ciò che è ben pubblicizzato come ultima trovata di mercato, spacciata per “novità”.

Il vaccino è pensato per salvare l’umanità ed è gratuito, accessibile a tutti, quindi non va di moda, come invece la maggior parte delle cose che ci affrettiamo ad acquistare per poi vantarcene: inquinanti, nocive alla salute, costose.

Lettera firmata

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