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Intervista a Monsignor Giovanni Dettori

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Monsignor Giovanni Dettori
Monsignor Giovanni Dettori

Vi proponiamo in esclusiva la versione integrale dell’intervista a Monsignor Giovanni Dettori, Vescovo della Diocesi di Ales-Terralba dal 2 maggio 2004, pubblicata in versione ridotta su Comprendo 34 del 08/05/2012.

Possiamo fare una chiacchierata?
Volentieri. Spero si tratti di cose belle che aiutino chi si mette in ascolto.

Parliamo di Imu. L’accusa che rivolgono alla Chiesa è di non volerla pagare,è vero?
L’accusa c’è, ma è totalmente infondata. Infatti la Chiesa desidera essere trattata come le altre istituzioni. Se la Chiesa, a livello sociale, svolge un’attività che viene riconosciuta benefica, se tratta di educazione, istruzione, formazione della persona, se ha una valenza di sostegno morale, sociale ed economico, non dovrebbe essere gravata di tasse. Invece, nella misura in cui svolge attività di lucro, è bene che paghi.

A dirla tutta, neanche le sedi di partito, quelle dei sindacati e soprattutto le banche lo pagano, neanche su quelle abitazioni che hanno preso a quei poveri disgraziati a cui le hanno sequestrate e magari messe all’asta, lo sapeva?
Non credo sia utile paragonare la Chiesa alle banche! Esse lavorano sul guadagno e tutta la loro attività ha questo scopo. Mi sembra corretto che paghino. Se invece le sedi di partito o sindacali hanno un valore di aiuto alla società senza alcun interesse economico, dovrebbero essere esenti. Ma questo non spetta a me stabilirlo… La legge sull’Imu ha ancora bisogno di chiarimenti e di una indagine sulla realtà dei fatti.

Il parroco di Villasanta, in Brianza, Don Ferdinando Mazzoleni, all’interno del suo editoriale sulla prima pagina del bollettino parrocchiale, ha scritto che le tasse introdotte dal governo Monti non andrebbero pagate. Piuttosto che dannarsi per la vita eterna togliendosi la vita, cosa ne pensa?
Ben a ragione Gesù, parlando delle tasse, ha fatto una distinzione netta: “Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”. Questo vale anche per noi. Il Governo dovrà ben determinare e chiarire quali sono le tipologie di beni su cui la Chiesa dovrà pagare: sulle stesse chiese, sugli Oratori, le case parrocchiali, le strutture pastorali per la catechesi, le sale della comunità, ecc…

L’accusa mossa dal web in generale è quella di una Chiesa priva di moralità, mi spiego meglio: si continua a dare la comunione a Fini, Casini, Berlusconi nonostante sia risaputo che sono separati e a volte la si nega ai comuni mortali. Cosa risponde?
Mi sembra un’accusa molto generica, facendo di ogni erba un fascio! Ogni sacerdote, come ogni persona regola il suo modo di agire da quello che conosce. Infatti, anche tanti “comuni mortali” pur conviventi, sposati solo civilmente, con gravi situazioni morali, ecc… si accostano a “fare la comunione” senza che il sacerdote si rifiuti o faccia scandalo. Sarebbe un modo di svelare e dare in pasto al pubblico situazioni non del tutto conosciute. Per di più esiste la coscienza e la responsabilità di ogni singola persona. Darei maggiore importanza all’impegno che il sacerdote e l’intera comunità si assumono nella partecipazione ai Sacramenti testimoniando nella vita ciò che credono. Chi fa il furbo e va contro il Vangelo non è mai stata, e non lo sarà mai, norma dell’agire della Chiesa. Non è compito della Chiesa accusare, ma invitare alla conversione e ad una vita coerente col Vangelo e con i doveri del proprio stato.

Abbiamo parlato di problemi in generale… con l’Imu rischiano di chiudere oratori e le colonie al mare e in montagna?
Nel portare avanti le varie attività educative, certamente la Chiesa non fa commercio e non ci guadagna. Oratori, colonie, mense per i poveri, attività sportive, teatrali che hanno una grande valenza socio-educativa e culturale, di fatto impegnano incalcolabili risorse economiche e umane, grazie anche ai tanti volontari che generosamente prestano gratuitamente la loro opera e la loro competenza educativa. Se tutte queste attività e i locali opportunamente utilizzati per questi scopi venissero gravati ulteriormente dalle tasse, si rischia certamente la chiusura. Il costo di tutte le attività educative non viene ricompensato. Grazie all’8%° la Diocesi riesce a dare un aiuto, ma è sempre insufficiente. Mi auguro che le attività educative non vengano mai meno onde evitare che si riversino in una società già sofferente altre responsabilità e carenze. Oggi il problema educativo nella società è all’ultimo posto! Basterebbe fare un giro per le strade dei piccoli centri e, peggio ancora nelle città, per verificare il degrado sociale e morale in cui versano sopratutto i giovani.

A mio avviso, sarebbe molto meglio tassare pesantemente i vari luoghi di corruzione e di guadagni illeciti, i luoghi di diseducazione civile e morale. Per la società sarebbe un grande vantaggio la chiusura dei giochi promossi dallo stato che provocano lo sfascio delle famiglie . Non parliamo di emittenti televisive dove l’immoralità è di casa: inutilmente educhiamo ragazzi e giovani se poi, noi adulti, siamo i primi a promuovere una vita che porta la vera povertà di valori e lo sfascio di una economia basata sul consumismo sregolato.

Parlando del nostro territorio siamo tra i più poveri d’Italia, tasso di disoccupazione altissimo, sindaci che francamente pensano più alla sedia piuttosto che ai propri amministrati cosa pensa accadrà?

A dire il vero, conosco tanti Sindaci che sono realmente vicini alla gente e ai loro problemi. Prendono a cuore le situazioni reali della comunità civile: purtroppo il Goverso li ha esautorati, li ha privati di possibilità economiche per intervenire in un modo immediato e puntuale per dare lavoro. Il primo problema è la mancanza di lavoro.
Chi non lavora deve ugualmente mangiare! Non basta che la Chiesa organizzi la mensa per i poveri. Occorre assolutamente proporre attività lavorative: il lavoro educa, la mancanza di lavoro provoca disagio sociale. Soltanto dopo aver proposto il lavoro possiamo affermare che “Chi non lavora non mangia”! Non meravigliamoci se aumenterà la mala vita, se si moltiplicheranno i furti: una persona disperata è capace di tutto! Oggi la Chiesa è costretta a ricorrere ad una assistenza che non risolve i problemi… ma di fronte a chi ha fame non può negare l’ “elemosina”, il pacco di viveri. La situazione è esplosiva. Soltanto dalle grandi tasse di chi ha molto, di chi ha troppo si potrà sperare in una ripresa economica.
Mi permetto di fare un esempio “innocente”: con l’aumento della benzina tutto viene rincarato. Il ricco e il povero pagano allo stesso modo: non esiste la benzina dei poveri! Il povero operaio che deve macinare chilometri per andare al lavoro paga una grossa tassa non sul guadagno ma sul fatto che va a lavorare.

Il governo Monti, nella sua politica di risparmio, pensa di tagliare l’ora di religione, i 25 mila insegnanti, di questi 14 mila sono di ruolo. Sarebbero un costo troppo alto per lo Stato, circa un milione di euro! Cosa risponde?
Se Monti volesse risparmiare… non si salva nessuno! Poveri insegnanti di religione che vengono valorizzati soltanto dai propri alunni! Se oltre il 90% sceglie l’insegnamento della religione va a loro vantaggio. Ma… se tutte le discipline venissero sottoposte ad una simile scelta da parte degli alunni, credo che tanti, tantissimi andrebbero a casa. E allora non si salva nessuno. Ancora non mi è chiaro fino a che punto saranno tagliati i fondi destinati alla spesa pubblica, agli Onorevoli di ogni ordine e grado. Perchè non ridurre altre spese pubbliche veramente inutili? Ma non sono un politico e simili proposte non mi competono.

Sono certo che la Chiesa non cesserà il suo compito educativo e sopratutto il suo compito di evangelizzazione. Da parte nostra n on cesseremo di educare e di annunciare il Vangelo di Gesù Cristo anche a costo di andare incontro a tasse, tagli e soppressioni. Arrivasse anche la persecuzione cruenta (quella morale è già in atto), continueremo ad annunciare che Gesù Cristo è il vero Salvatore dell’uomo. Mi permetto di lasciare ad ognuno la libertà di credere che la salvezza possa arrivare da Monti!

Fonte: Fausto Orrù

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