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L’ospedale di San Gavino rinascerà col fiocco verde

Il Grande Ospedale

Il Grande Ospedale

L’ospedale di San Gavino svolge un importante ruolo nel garantire la salute a tutti i cittadini campidanesi ma, pur essendo dotato di personale altamente qualificato, la struttura nel suo complesso risulta fatiscente, molti macchinari sono obsoleti, alcune attrezzature mediche andrebbero sostituite, ed infine il rapporto tra numero di posti letto disponibili e numero di abitanti potenziali da servire è più basso della media sarda. Del nuovo nosocomio sangavinese si è iniziato a parlare nel 2005, e nel 2008 la RAS (Regione Autonoma Sardegna) ha presentato il progetto definitivo, 95 milioni di investimento, che sarebbe dovuto andare in appalto nel 2009, per poi essere inaugurato nel 2012. Un ospedale moderno, da 250 posti letto (contro i 172 attuali), realizzato con caratteristiche e criteri innovativi, dotato di moderne tecnologie e di comfort necessari agli operatori per accogliere e assistere con cura le persone.

– L’inefficienza della vecchia classe politica sarda.
I soldi però sono spariti, volatilizzati. Nel 2010 il progetto è stato rimaneggiato e si è passati dai 250 posti letto previsti a 200, con un investimento di circa 76 milioni di euro, dei quali 46 milioni disponibili. Infine il decreto del 28 Settembre 2011 revoca i 42 milioni per la costruzione dell’ospedale, da parte del ministero della salute di concerto con il ministro dell’economia e delle finanze, perchè la RAS non ha proceduto all’aggiudicazione dei lavori entro i termini di legge. La giunta regionale e la maggioranza che la sostiene sono quindi i principali responsabili della mancata realizzazione dell’ospedale. Sorprende constatare l’inefficiente gestione di un settore importante come la sanità: la salute dei sardi merita maggiori attenzioni, mentre invece la politica è concentrata a cercare di auto-referenziarsi attraverso una gestione clientelare dei soldi pubblici, anzichè garantire servizi efficienti ai cittadini sardi.

– Il debito dello stato italiano nei confronti dei Sardi.
La celerità con cui lo stato italiano ha recuperato il finanziamento per l’ospedale non risulta di certo appropriata, se paragonata alla misera velocità che lo stesso stato adopera quando si tratta di restituire ai Sardi i soldi che indebitamente trattiene, dopo averli riscossi tramite l’agenzia delle entrate. Lo stato centrale italiano, infatti, da anni dimentica che i soldi delle tasse dei Sardi, frutto del nostro lavoro, per via della legge costituzionale che istituisce lo statuto sardo dovrebbero in gran parte rientrare nelle casse Sarde (in base all’articolo 8 dello statuto che riguarda la quota di gettito fiscale spettante alla Sardegna). In pratica noi continuiamo a pagare le tasse all’agenzia delle entrate italiana, che però sistematicamente dimentica che l’80% dell’IVA, il 3/4 dell’IRPEF, e tanti altri soldi pagati in Sardegna, devono rientrare qui: ormai lo stato italiano ha accumulato per via della sua “distrazione” un debito nei confronti della regione Sardegna di circa 10 miliardi di euro. Lo stato italiano non rispetta nemmeno l’accordo di programma con il quale il primo ministro italiano Prodi si impegnò a restituire il 50% del debito a partire dal 2010, e tutto questo nonostante diverse istituzioni organiche allo stato italiano si siano espresse a favore delle legittime richieste sarde.

– Gestire i nostri soldi, ottenere la nostra sovranità fiscale: come avere il nostro ospedale.
Gli attivisti di ProgReS Progetu Repùblica sono convinti che le risorse pubbliche dei cittadini debbano essere impegnate sul territorio, e per questo sono favorevoli e sostengono l’iniziativa del comitato Fiocco Verde, che raccoglie le firme per una proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione di una Agenzia Sarda delle Entrate. Con questa proposta si eviterà che lo stato italiano sottragga ai Sardi ciò che per legge ci appartiene, e sarà finalmente possibile raccogliere le nostre tasse sul territorio tramite la nostra agenzia – così come tra l’altro già accade per esempio in Sicilia – per girare allo stato italiano solo la percentuale di tasse che effettivamente gli spetta. In questo modo non dovremo più essere economicamente ostaggi dello stato italiano, che concede o meno finanziamenti, che poi spariscono per via dell’inettitudine degli amministratori sardi.

– Firma per la proposta di legge del comitato Fiocco Verde.
I militanti di ProgReS Progetu Repùblica si sono impegnati nella raccolta di migliaia di firme in tutto il territorio sardo: una volta raggiunte le 15000 firme, la legge verrà vagliata dall’assemblea sarda, e ci permetterà coi nostri soldi di ricostruire il nostro futuro. In Campidano oltre mille persone hanno già firmato la proposta di legge per l’istituzione dell’Agenzia Sarda delle Entrate: con la nostra sovranità fiscale saremo liberi di gestire i nostri soldi per le nostre esigenze, potremo far rinascere il nostro ospedale, finanziare strade, scuole ed infrastrutture, rilanciare la nostra economia.

SI PUO’ FIRMARE PER IL FIOCCO VERDE SOTTOSCRIVENDO LA PROPOSTA DI LEGGE NEI SEGUENTI COMUNI DEL CAMPIDANO:

SAN GAVINO MONREALE – SANLURI – GUSPINI – PABILLONIS

I moduli per le firme si trovano negli uffici anagrafe comunali.
Occorre esibire un documento d’identità per la registrazione della firma.

Il testo integrale della proposta di legge da sottoscrivere può essere scaricato in formato pdf al link:
http://fioccoverde.net/wp-content/uploads/2011/09/Fiocco-Verde-Proposta-di-Legge-Agenzia-Sarda-delle-Entrate.pdf

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