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Informazione post-alluvione, quanta vergogna!

Il fatidico “giorno dopo” è infine arrivato. E si sa, dopo l’incredulità e dopo lo sgomento di fronte alle immagini di una tragedia, si fanno largo sentimenti che noi definiamo “meno nobili”.

Prendiamo come primo esempio l’Unione Sarda, principale giornale Sardo: sul proprio sito internet, alle 17.23 di lunedì 18 novembre, quando ancora non era chiara la portata della tragedia (ma noi che avevamo l’acqua alle ginocchia, l’avevamo capito eccome), riportava uno screenshot da Google Analytics (strumento utilizzato per monitorare il “traffico” sui siti web) che mostra il record di utenti connessi contemporaneamente.

Ecco cosa si leggeva nello sventurato pezzo, poi rimosso.

Ecco cosa si leggeva nello sfortunato pezzo, poi rimosso.

Ecco cosa si leggeva nello sfortunato pezzo, poi rimosso.

Nel pomeriggio quasi 5mila visitatori contemporaneamente nel nostro sito. E’ il nuovo record.

Unionesarda.it sempre più in prima fila per l’informazione in tempo reale su quanto accade in Sardegna. Questo pomeriggio, con la Sardegna sferzata dal maltempo e con i sardi a caccia di notizie, nel nostro sito abbiamo raggiunto la punta record di visitatori, 4963, tutti insieme nello stesso momento, così come certificato da Google Analytics.

Restiamo basiti di fronte a cose del genere, è naturale che di fronte a disastri naturali le persone cerchino informazioni sui media, ma ci vuole davvero un bel coraggio a vantarsene, dimenticandosi che c’è gente che ha perso tutto – anche la vita – a causa del nubifragio.

Il secondo esempio che si può trovare nelle pubbliche piazze, è senza dubbio quello penoso di chi sfrutta le tragedie per la propria campagna elettorale. Uno stuolo di esperti oppositori di questa o quella amministrazione (che sia Comunale, Provinciale o Regionale) che non perdono occasione per sparare a zero su chi ci amministra. E poco importa se il territorio è stato vittima di un evento di portata eccezionale e se diversi ingegneri affermano che la portata di una qualsiasi rete fognaria non avrebbe fatto la differenza. Basta vedere le immagini per capire che una tale quantità d’acqua non può essere smaltita con facilità. Di facile ci sono solo le chiacchiere da bar (o da social network). E il fango che è sulle strade finisce sparso anche sulle persone.

Tweet razzista

Tweet razzista

Dulcis in fundo, ecco che dalla melma affiora il becero razzismo. Cosa c’entra il razzismo con l’alluvione? Niente, direte voi. E lo avremmo detto anche noi se non avessimo visto messaggi xenofobi di persone che inneggiavano alla marea del Rio Mannu, affinché portasse via “gli zingari” accampati nelle campagne di San Gavino Monreale. Altri che invece se la prendono con gli immigrati con i barconi, “rei” di essere al centro degli aiuti umanitari, diversamente dai sangavinesi abbandonati a se stessi. E c’è anche chi invece, di rimando, twitta frasi xenofobe verso tutti i Sardi: questo sicuramente farà infuriare i tanti sangavinesi razzisti verso gli zingari, che magari, specchiandosi in questa immagine, capiscono quanta tristezza suscitano negli altri.

Di fronte a tanta pochezza non ci sono parole. Noi stiamo in silenzio e lasciamo a voi il compito di farvi una vostra idea, sperando che in futuro, di fronte ai morti e alla disperazione di chi ha perso tutto, anche altri seguano il nostro esempio. E stiano zitti, facendo più bella figura.

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