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sabato, 15 Agosto 2020

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Dopo il lungo periodo autoctono dei nuragici e successivamente dei fenici, anche la Sardegna divenne una provincia romana nel 235 A.C.. La presenza dei Romani è attestata, nel nostro territorio comunale, da diversi aspetti.

Di insediamenti se ne trovano traccia per prima cosa nella toponomastica: sia cuccu’e casu, ruinas mannas o corte stevini furono, probabilmente, centri di origine romana posti vicino all’importante via Karalis-Turrem, adibiti a grande latifondo aziendale, nei pressi dei quali furono rinvenuti dei corredi funerari.

San Gavino Monreale: il periodo romano
San Gavino Monreale: il periodo romano

Di questi e di tombe sono esempi più importanti quelli di Giba Onidi e di via Vittorio Veneto; il primo esempio è una lastra marmorea funeraria ritrovata nel 1947 per caso, databile tra il I e III secolo D.C., avente una grandezza di circa 0,37 m x 0,25 m, e presenta la seguente epigrafe: D. M. SILVANUS. TAN. TILIANUS. VIXIT. ANN. L. FELICITAS. CONIUNX. KAR. FECIT. Cogliamo la dedica per questo Silvanus Tantilianus, che visse cinquant’anni e fu un buon marito; oltre a questa iscrizione, in quella località furono rinvenuti anche numerosi frammenti ceramici di ottima fattura, segno di una presenza costante e abbondante di persone.

Altre sepolture importanti di epoca romana furono quelle trovate, sempre per caso, nel 1967 durante la pulitura della rete idrica in via Vittorio Veneto; si tratta in particolare di 19 tombe risalenti tra il 50 A.C. e il 50 D.C. (una vera e propria necropoli), con il rispettivo corredo; oltre a questo si segnala anche il ritrovamento di alcuni resti di insediamenti tra la via Convento e la via Roma (vicino all’area di Santa Chiara), e quelli di alcune terme, ruderi di questa particolare epoca storica, in località della chiesa di Santa Severa, che testimonierebbero il lungo protrarsi della presenza romana nel nostro territorio, e anche gli usi e i costumi di quella determinata comunità. Risalente a quest’epoca è pure il peristilio di una villa di età imperiale, oltre al ponte del IV-V secolo D.C., posto sul rio Pardu.

San Gavino Monreale: il periodo romano
San Gavino Monreale: il periodo romano

Esempio di come reperti si possano trovare dappertutto è il cippo posto in senso orizzontale, in particolare nel lato sinistro della facciata della chiesa di Santa Chiara, in cui è presente una epigrafe, ormai quasi completamente cancellata e poco visibile, che recita le seguenti parole: C. ASINIUS. T. URIAN. S. DES. CO. Questo cippo, ancora abbastanza misterioso, potrebbe parlare di un certo Caio Asinius Traianus; non si sa con certezza chi fosse questo personaggio, ma un nome così è ricorrente in almeno 3 epoche di storia romana (repubblicana – principato e pieno impero) come Proconsole di Sardegna e Corsica. La lastra non era, probabilmente, posta per motivi funerari, ma come è stato riscontrato in alcuni esempi del Sulcis, cippi così erano posti nelle strade principali, quasi a mo di pietre miliari.

Fonte: Alberto Serra

Per approfondire:
AA.VV, Appunti storici su San Gavino Monreale, 1982.
SANNA M, San Gavino-Sardara, due villaggi sentinella di frontiera, 1997.
CASTI A, Nòsu santuingèsus, 2003.
Sito del Comune di San Gavino Monreale, 2014.

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