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Breve storia del Carnevale Sangavinese

Era il 1984. Tutto cominciò per scherzo quando un gruppo di amici ebbe l’idea di far rivivere l’anima del Carnevale. Un po’ di passione, un po’ di gioia e un pizzico di follia, prende vita tra il non poco scetticismo iniziale, la prima edizione del Carnevale Sangavinese.

Breve storia del Carnevale Sangavinese

Breve storia del Carnevale Sangavinese

I primi gruppi a rappresentare le maschere carnevalesche furono gli “Indigeni”, gli “Ufo”, i “Puffi”, “Sala Operatoria”, “MonteScimprorio” e i “Pirati”. Furono sei gruppi molto coraggiosi, che fecero da apripista a quello che poi negli anni ’90 è stato, probabilmente, il miglior carnevale della nostra zona. Dalla satira politica stile Viareggio, ai vestiti spettacolari, la linea tracciata era già ben evidente sin dalla prima edizione: il Carnevale Sangavinese non sarebbe stato come tutti gli altri.

Sarebbe stato molto di più. Il 1985 fu l’anno della conferma, nonostante le prime polemiche (come ogni paese che si rispetti) e una popolazione divisa tra “pro” e “contro” Carnevale, si andò avanti, e per fortuna. Fece il suo esordio la cartapesta grazie al gruppo dei “Diavoli” coordinato da Carlo Matzeu che proprio grazie a questa meravigliosa novità, vinse la seconda edizione del Carnevale.

Breve storia del Carnevale Sangavinese

Breve storia del Carnevale Sangavinese

Il 1986 è il primo anno in cui il clima non è amico, capiterà altre volte negli anni. La terza edizione fu denominata il “carnevale del gelo”, ma nonostante questo si presentarono ai nastri di partenza ben dieci gruppi, vinse “Aladino” che ottenne il celebre “Torraponi”, ovvero il premio che spettava al primo classificato che, l’anno successivo avrebbe dovuto cederlo al suo successore.

Un po’ come fu per la Coppa Rimet per i Mondiali di Calcio, il primo gruppo che avesse vinto su “Torraponi” per tre volte, se lo sarebbe tenuto per sempre. Nel 1987, alla quarta edizione, avviene forse il primo salto di qualità, si iniziano a scorgere i primi segni di una qualità unica per il carnevale e tutta la comunità sangavinese iniziò a vederne i benefici. Ci si incuriosisce, ci si interessa, ci si appassiona ma soprattutto si partecipa attivamente.

La manifestazione passa da essere un evento quasi di nicchia a un evento totalmente popolare, in cui chiunque voglia può fare la propria parte. Nel 1988 ci si conferma a livelli altissimi, i carri allegorici arrivano ad avere qualità di lavorazione e di raffinatezza da non credere per una manifestazione nata solo quattro anni prima. Inizia a prendere corpo inoltre, un fenomeno che rappresenterà il Carnevale Storico così come lo abbiamo conosciuto sino a qualche anno fa: i piccoli gruppi iniziano a sparire e prendono vita gruppi formati da persone più professionali. A questo punto, il nostro gioiello è a una svolta storica, sta per diventare grande. Il primo “compito in classe” arriva nel 1989, e viene superato ad altissimi voti.

Breve storia del Carnevale Sangavinese

Breve storia del Carnevale Sangavinese

La sesta edizione può essere definita un’edizione di transizione, il fenomeno precedentemente descritto porta i risultati sperati, pochi carri rispetto alle edizioni passate, ma tutti di livello altissimo. Iniziano ad iscriversi alla manifestazione tantissimi giovani provenienti dai paesi limitrofi, portando il Carnevale Sangavinese fuori dai ranghi di semplice carnevale di paese, e ad assumere una prima connotazione di Carnevale Regionale.

Non è più tempo quindi per l’improvvisazione, ancora oggi di quella sfilata ci ricordiamo “Sol Do Brasil” e gli “Indiani”. Il 1990 è l’anno in cui vede la luce un’organizzazione forte, si iniziano a dettare regole precise e codici di comportamento, i gruppi diventano sempre più numerosi e al divertimento si associa una grande responsabilità. Vincono gli “Tzigani” e ancora oggi quel nome riecheggia quando gli artisti del settore parlano di ottimi carri allegorici. Nel 1991 la definitiva consacrazione, infatti per la prima volta, partecipano alla sfilata anche carri provenienti da altre zone della Sardegna come Carbonia e Iglesias.

Breve storia del Carnevale Sangavinese

Breve storia del Carnevale Sangavinese

Grazie al carro dei “Maya” vince per la terza volta il gruppo “Il Cordiandolo” a cui viene consegnato su “Torraponi” in maniera definitiva. Il Carnevale cresce sempre di più sino ad arrivare alla fine degli anni ’90 e inizi del millennio in cui raggiunge livelli forse anche troppo alti. Il gioco inizia a scricchiolare fino ad arrivare ai giorni nostri. Ancora oggi servirebbe quel po’ di passione, quel po’ di gioia e quel pizzico di follia che animò il Carnevale Sangavinese nel 1984. Sin dai primi giorni, la manifestazione ha il suo simbolo nel “Baballotti” che diede anche il nome al comitato che per anni e anni ha organizzato la manifestazione.

“Su Baballotti” è un carro piccolo e non tanto bello, ma che i sangavinesi aspettano con grande curiosità e a cui spesso si affezionano. A conclusione della manifestazione viene bruciato pubblicamente ottenendo uno piacevole spettacolo di luci, sperando sia di buon auspicio per l’anno che verrà.

Racconto liberamente tratto da “8 anni di Carnevale Sangavinese” di Mauro Virdis – Editrice Celt, 1991

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