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“Nuovo ospedale: ogni tanto riappare”, una lettera per ricostruirne la storia

Nuovo ospedale di San Gavino

Nuovo ospedale di San Gavino

Una lettera firmata da Pietro Scano e Libero Secci sulla questione “Nuovo Ospedale di San Gavino Monreale”.

Nuovo ospedale: ogni tanto riappare

Leggo: gli alunni delle classi 4° A e 4° D del liceo Scientifico di San Gavino hanno avuto un incontro con il sindaco Tomasi. In quell’occasione gli studenti sono impegnati a sollecitare le autorità affinché abbiano inizio i lavori per la costruzione del nuovo ospedale di San Gavino.

L’iniziativa, parte di un progetto portato avanti dai docenti e dalle scolaresche del liceo Marconi-Lussu, è lodevole specie perché la gioventù si occupa dei problemi del territorio. Un po’ meno per quanto riguarda persone di una certa età che per anni hanno occupato posti di un certo rilievo nell’ambito della pubblica amministrazione. Persone che hanno seguito nel corso degli anni le peripezie e le vicissitudini del nuovo ospedale.

La storia ha avuto inizio nel lontano 2007, quando alla presidenza della Giunta Regionale vi era Renato Soru. Alle elezioni successive la giunta cambia colore: il nuovo ospedale scompare dai programmi della nuova maggioranza. Si forma un comitato di cittadini che opera nel territorio per oltre un quinquennio. Decine di riunioni, volantinaggi d’informazione articoli sui giornali, coinvolgimento dei partiti politici, dei sindacati, delle Amministrazione Comunali del territorio provinciali, Il Consiglio Provinciale, parlamentari di tutti i colori allora di moda, coinvolgimento della società civile, stampa, convegni riunioni delle dette amministrazioni aperte al pubblico. Un forte coinvolgimento dell’opinione pubblica e una petizione popolare territoriale che superò 12.000 firme regolarmente consegnate all’allora assessore alla sanità Liori. Tanti sforzi dei cittadini, tante parole spese ma tutto è rimasto statico, immutabile: un vero muro di gomma.

Ciononostante ogni tanto qualcosa si muove. Il 28 luglio 2017 si è riunita la conferenza dei servizi con la presenza di autorevoli rappresentanti delle amministrazioni locali e dell’impresa (ATS, ASSL Onnis, il responsabile Unico del Procedimento, l’ingegner Paolo Altierio).

Il 20 ottobre 2017 nella sede dell’ASSL di Sanluri la firma tra gli enti partecipanti, il direttore dell’ATS Fulvio Moirano, dell’ASSL di Sanluri Antonio Onnis e i progettisti della ditta vincitrice dell’appalto la Inso. Solenne promessa: tempo 9 mesi, si poserà la prima pietra.

Il 10 Novembre 2017 presso il teatro comunale di San Gavino (in pompa magna) è stato presentato il nuovo progetto. Presenti le massime autorità regionali: l’Assessore Regionale alla Sanità, il Direttore Generale ASSL Sardegna, il Direttore ASSL di Sanluri, il Sindaco di San Gavino, rappresentanze territoriali sindacali e politiche, rappresentanti dell’impresa Inso spa. Due ingegneri illustrano il progetto. Tempo 12 mesi e i lavori avranno inizio, assicurano tutti all’unanimità. Teatro strapieno. Tutti a casa felici.

Tempo trascorso e tutto tace. Anzi no! Una riunione ridotta si è tenuta il 3 dicembre 2018 presso l’aula consigliare del comune di San Gavino presenti i soliti dirigenti dell’ASSL regionale e territoriale, sindacati, qualche rappresentanza politica e un mini pubblico; (quelli che tardano ad arrendersi). La riunione si trasforma ben presto in una semivertenza sindacale, qualche cenno alla questione ospedale. Poi tutti a casa.

Ora il problema riappare grazie agli alunni delle classi 4° A e D del liceo scientifico di San Gavino. Incontro con il Sindaco di San Gavino e con il Dirigente dell’ASSL di Sanluri. Quali novità avranno da dire agli studenti gli amministratori? Forse qualche notizia magari sfuggita nelle Conferenze di servizio, nelle riunioni e nei Convegni svolti non troppo tempo fa. La storia continua…

Qualche considerazione.

Due sono i soggetti che hanno avuto e tuttora hanno le mani in pasta sulle problematiche dell’ospedale.

Primo i partiti politici che hanno ininterrottamente governato il nostro territorio negli ultimi dieci anni (la maggior parte dei Comuni, la Provincia e, a fasi alterne, la Regione); secondo: gli alti dirigenti delle amministrazioni (la burocrazia) incapace di districarsi tra leggi disposizioni regolamenti e quant’altro; che spesso si contraddicono. E’ sufficiente ricordare che esiste una disposizione che prevede di effettuare un controllo sui controlli effettuati.

Atti sfornati dallo stesso personale politico regionale e nazionale, lo stesso che s’indigna perché i lavori sono fermi. I soldi ci sono, cosa manca? Chi meglio degli amministratori, con il supporto dell’apparato burocratico amministrativo può rispondere? Morale della favola nessuno finora, personale politico e apparato burocratico, si è assunto la responsabilità di rispondere risolvere e procedere.

Pietro Scano – Libero Secci

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