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lunedì, 19 Ottobre 2020

Sanificare le strade: utile, inutile o dannoso? Arriva il parere dell’ISPRA

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Qualche giorno fa abbiamo sollevato il la questione “sanificazione delle strade” ponendo pubblicamente il quesito Coronavirus, sanificare le strade serve davvero a contenere il contagio? ai nostri lettori e ai nostri amministratori.

Ne è seguito un ampio dibattito (condito da qualche polemica) tra favorevoli – sull’esempio del modello cinese e di quello di alcuni Comuni della Sardegna, i cui amministratori hanno sbandierato le operazioni di sanificazione delle strade come “passo fondamentale per la prevenzione del contagio”.

Nel nostro articolo abbiamo sollevato dei dubbi sulla sanificazione, dopo aver letto il parere dell’ATS Lombardia e di Arpa Piemonte, che si erano già espresse nel merito, dichiarando che “non esistono raccomandazioni specifiche da parte di Istituzioni internazionali o nazionali, né delle società scientifiche, a supporto della sanificazione di spazi pubblici all’aperto per l’emergenza da COVID19.”

Questo non è bastato a convincere i sostenitori più convinti, alcuni fuorviati da fake news, altri semplicemente spaventati e in buona fede. Sulle questioni tecniche, però, non ci si può affidare al parere dei singoli, per questo abbiamo sostenuto le posizioni di ATS Lombardia e di Arpa Piemonte, in prima linea nella tutela della salute e dell’ambiente nelle zone più colpite dal Coronavirus.

A fugare ogni dubbio, nella giornata di ieri, è arrivata la nota dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, mediante un documento inviato a tutte le amministrazioni ed enti intermedi che hanno richiesto un parere scientifico sulla questione.

La risposta non lascia spazio a dubbi.

Secondo la nota, anche l’ISPRA valuta la “disinfezione” quale misura la cui utilità non è accertata, in quanta non esiste alcuna evidenza che le superfici calpestabili siano implicate nella trasmissione del Covid-19. L’ISS ritiene importante sottolineare che esistono informazioni contrastanti circa l’utilizzo di ipoclorito di sodio e la sua capacità di distruggere il virus su superfici esterne (strade) e in aria. L’efficacia delle procedure di sanificazione per mezzo dell’ ipoclorito di sodio su una matrice complessa come il pavimento stradale non è peraltro estrapolabile in alcun modo dalle prove di laboratorio condotte su superfici pulite”.

Quindi viene confermato quanto da noi scritto il 15 marzo, riportando lo status quo scientifico: non esistono evidenze dell’efficacia della sanificazione delle strade. Anzi, come anticipato sul nostro sito, sono operazioni altamente dannose per l’ambiente.

Come afferma l’ISPRA, infatti “le superfici esterne – quali strade, piazze, prati – non devono essere ripetutamente cosparse con disinfettanti poiché ciò potrebbe comportare inquinamento ambientale e dovrebbe essere evitato. Nel richiamare che, come noto, l’uso di ipoclorito di sodio, sostanza corrosiva per la pelle e dannosa per gli occhi, per la disinfezione delle strade è associabile ad un aumento di sostanze pericolose nell’ambiente con conseguente possibile esposizione della popolazione e degli animali, va sottolineato come tale utilizzo, qualora indiscriminato, sia in grado di nuocere alla qualità delle acque superficiali arrecando anche un danno alla vita negli ambienti acquatici, nonché alla qualità delle acque sotterranee qualora veicolato tramite acque di scolo non convogliate negli impianti di depurazione”.

Questo toglie ogni dubbio, dunque, sulla pericolosità per l’ecosistema della sanificazione mediante agenti chimici come ipoclorito di sodio o similari. Un una zona ad alta incidenza tumorale come la nostra, poi, sarebbe completamente da evitare, perché “l’ipoclorito di sodio in presenza di materiali organici presenti sul pavimento stradale potrebbe dare origine a formazione di sottoprodotti estremamente pericolosi, quali clorammine e trialometani e altre sostanze cancerogene volatili. Non è inoltre possibile escludere la formazione di sottoprodotti pericolosi non volatili che possono contaminare gli approvvigionamenti di acqua potabile”.

Il documento chiude lasciando la possibilità di utilizzarle l’ipoclorito di sodio con concentrazione 0,1%, non dando nessuna indicazione sulla efficacia contro Covid-19 “esclusivamente come integrativo e non sostitutivo delle modalità convenzionali di pulizia stradale e limitato a interventi straordinari” ma solo “dopo pulizia con un detergente neutro” per evitare danni alla salute dei cittadini mediante esalazioni di fumi potenzialmente cancerogeni, come specificato poc’anzi.

Chi volesse leggere il documento completo, può scaricarlo dal sito ufficiale ISPRA.

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