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In epoca giudicale il territorio era diviso in curatorias, circoscrizioni amministrative gestite dal “curatore”. Ogni curatore, per gestire le singole ville (o biddas), nominava un “majore”, assimilabile ai nostri sindaci (nel mondo anglosassone, il sindaco è ancora chiamato mayor).

Il primo “sindaco” sangavinese conosciuto si trova nella pace del 1388 firmata da Eleonora d’Arborea e Giovanni I d’Aragona: esso è “Margiano Pinna majore ville de Santo Gavino”.

Con la conquista catalano-aragonese San Gavino venne infeudato a Garcia Ferreira; il possesso vero e proprio lo ottenne Ughetto de Spasens nel 1442, il quale giurò in presenza del “mayore Silvestro de Yba”.

Da quel momento in poi, il “sindaco” venne eletto dall’assemblea dei capi famiglia, i quali ne nominavano uno o due a scadenza annuale: infatti, Antoni Escano e Antiogo Marchia “…son estats nomentats en sindich de la dita vila…”. Il suo ruolo era quello della difesa legale di gruppi o di collettività, fino ad una rappresentanza più stabile degli interessi della comunità.

Anche nel XVII secolo essere “sindaco” era qualcosa di ambito: la carica risulta spesso contesa per poter consumare impunemente e più agevolmente abusi come l’appropriazione di terreni di altri sangavinesi.

Nel 1738, però, furono i sindaci Nicolas Escano e Nicolas Pinna a farsi carico di un debito di 50 lire con la confraternita del Rosario per ottenere i fondi da destinare alla preparazione dell’accoglienza per la visita pastorale del vescovo.

Nel 1775 il sindaco Sisinnio Pani vietò l’ingresso nella “Struvina” al bestiame, per impedire che rovinasse la raccolta delle olive.

Don Antonio Diana, nella prima metà dell’800, fu non solo sindaco di San Gavino, ma ricoprì anche la carica di consigliere e sindaco di Pabillonis.

Il sindaco don Francesco Orrù-Serpi chiuse a siepe viva – abusivamente – la parte bassa di Rio Marianna Garau nel 1838, continuando la scia delle usurpazioni dei vari sindaci iniziate nel secolo precedente.

Nel 1860 il sindaco E.L. Serra approvò la costruzione, in territorio comunale, di un settore della linea ferroviaria Cagliari-Terranova.

Pietro Pedroni, noto Piricu Pedroi, fu sindaco ininterrottamente dal 1863 fino al 1880; egli fu accusato di essere a capo di una banda di grassatori che per decenni afflisse il nostro paese e i paesi vicini di ruberie e altri atti illeciti.

Giovanni Battista Sanna-Corrias, noto “su capitanu sanna”, fu sindaco nel 1903 dopo una lunga e onorata carriera militare.

Nei primi anni del ‘900, si deve all’amministrazione del sindaco Raffaello Meloni diverse opere pubbliche e l’ammodernamento del paese.

Alberto Serra

Per approfondire
CASTI, Sa bidda de Santu ‘Engiu, 1989
CASTI A, Santu ‘Engiu Arrogus de storia, 1997
CASTI A, Nòsu santuingèsus, 2003

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