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sabato, Luglio 11 2020

Tomasi, appello all’unità: “Da chi cerca solo visibilità aspetto proposte concrete”

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Il Sindaco Carlo Tomasi ricostruisce – dal suo punto di vista – la vicenda dello spostamento del Servizio di Diabetologia da San Gavino a Sanluri. In assenza di “atti formali” da parte dell’ATS che ne determinino il trasferimento, c’è ancora la speranza che vengano valutati ambienti e locali sangavinesi non presi inizialmente in considerazione. Da parte del Sindaco, infine, un appello all’unità – rivolto anche ai più critici oppositori – per combattere una battaglia che riguarda tutti.

Ecco la nota del sindaco, pubblicata su Facebook nella tarda serata di ieri.


Era il 13 febbraio 2020 quando sollevavo ufficialmente, ai vertici ASSL Sanluri e ATS Sardegna, le problematiche relative al trasferimento della U.O.C. di diabetologia dall’ospedale di San Gavino. Nella lettera, scritta prima dell’inizio dell’emergenza Covid19 che ha bloccato l’intera nazione e non solo, chiedevo attenzione e confronto circa gli eventuali disagi che la dislocazione avrebbe comportato per i pazienti diabetici. Dai primi di febbraio ho avuto contatti con la “FAND – Associazione Italiana Diabetici del Medio Campidano”, con la quale ho condiviso informazioni e preoccupazioni che hanno suscitato l’interesse degli organi di stampa regionale. Il 15 febbraio 2020 compariva infatti un articolo con interviste al sottoscritto e al presidente dell’associazione, Mattia Orrù. Mattia, che ringrazio per la profonda dedizione alla causa e per l’impegno che insieme al “Comitato Spontaneo” ha portato all’organizzazione della Grande Manifestazione del 15 Giugno scorso. Ringrazio Don Massimo Cabua, per il grande lavoro di sensibilizzazione verso la cittadinanza, e per la tenacia dimostrata che ci tiene uniti sullo stesso fronte di questa battaglia.

È anche per questo che la mia, anzi la nostra battaglia, che stiamo conducendo per mantenere il servizio di diabetologia a San Gavino non è finita, anche se per alcuni, vogliosi di vedere San Gavino capitolare pur di vedermi in difficoltà, è già tempo di recitare il “de profundis”. Non saranno le critiche al sottoscritto a fermare questo movimento, anzi, ne rafforzano la determinazione. Ciò che però mi preme rimarcare, e portare a conoscenza dei cittadini, è che il Servizio di Diabetologia all’interno dell’ospedale di San Gavino venne istituito col Piano Sanitario Regionale 1983-1985 (pagina 98). Al momento non esistono atti formali che ne predispongano la dislocazione in altra sede. Anche l’ultima Programmazione Attuativa Locale dell’ATS Sardegna, negli obiettivi triennali 2019-2021 (pagina 40) considera strategico il miglioramento della presa in carica dei pazienti diabetici attraverso il reparto ospedaliero di diabetologia. È l’ATS Sardegna stessa quindi, a intendere la diabetologia organicamente legata all’ospedale di San Gavino. Come rimarcato nella nota dei Sindaci, successiva alla conferenza socio-sanitaria del 15 giugno, rimaniamo in attesa del documento di inidoneità degli ambienti della diabetologia e dei riscontri sui locali offerti dal Comune di San Gavino e visionati dai dirigenti ASSL Sanluri. Un’attesa che, per ovvie ragioni, non potrà che essere breve.

Lo schieramento deciso e compatto da parte di diversi sindaci del territorio ha inorgoglito noi e la nostra comunità, e ha inoltre colmato quella mancanza di sostegno da parte di chi, per il ruolo istituzionale che svolge, ma soprattutto per il ruolo istituzionale che ha svolto in passato, è ben conscio di quanto l’unione in questi frangenti sia fondamentale per il bene di San Gavino. Per il futuro di San Gavino e del territorio si prospettano altre dure battaglie, tra cui quella per il nuovo ospedale, che combatterò insieme ai sindaci del territorio, ai consiglieri comunali, e ai cittadini tutti, anche i miei più critici oppositori. Mi auguro, soprattutto da chi della critica ne fa attività giornaliera, una presa di posizione forte e decisa al sostegno di San Gavino. Da loro, i più critici nei miei confronti, mi aspetto proposte concrete e non fini a se stesse e all’ottenimento di visibilità, e se non dovessero essere capaci di formulare proposte in tal senso, va bene anche una vignetta.

Carlo Tomasi

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