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San Gavino Monreale
martedì, 11 Agosto 2020

Un tavolo parlamentare per l’acquisizione definitiva della vecchia stazione da parte del Comune di San Gavino

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San Gavino Monreale sbarca alla Camera dei Deputati. In un’interrogazione presentata dagli onorevoli Andrea Frailis, Romina Mura e Gavino Manca alla Ministra delle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli, si illustra la situazione della “vecchia stazione ferroviaria” di San Gavino, allo scopo aprire un tavolo di confronto per la cessione definitiva all’Amministrazione Comunale dell’area, attualmente in comodato d’uso gratuito (fino al 2032), ma con i lavori di bonifica e recupero a carico del Comune.

Lo stabile ex R.F.I. ospiterà la nuova sede dell’Unione dei Comuni Terre del Campidano, e la sede di diverse associazioni culturali del paese, in un’ottica di recupero e valorizzazione di un’area che per decenni è stata il cuore pulsante della vita sangavinese.

Per questo, il sindaco Carlo Tomasi ha diramato una nota in cui rende pubblica la notizia dell’interrogazione parlamentare al fine di favorire la “cessione di spazi che soddisfaranno interessi pubblici rivolti alla collettività e che alla promozione socioculturale affiancheranno anche l’attività istituzionale”.


Oggetto: INTERROGAZIONE AL FINE DI APRIRE UN TAVOLO DI CONFRONTO PER FAVORIRE LA CESSIONE DEFINITIVA ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI SAN GAVINO MONREALE DELLA VECCHIA STAZIONE DA PARTE DI R.F.I.

È oramai nota in tutto il territorio del Medio Campidano la nostra vera e propria crociata, iniziata nel maggio del 2014 e tutt’ora in corso durante il nostro attuale secondo mandato, per realizzare il sogno di riqualifica della vecchia stazione, nel più generale piano politico di rinascita culturale, rinnovamento dell’autostima, implementazione dei servizi e recupero dell’attrattività di San Gavino Monreale. I nostri piani sono sempre stati molto ambiziosi e rivolti al lunghissimo termine, guidati dal fermo proposito di riappropriarsi fisicamente e dal punto di vista socioculturale dell’intero tratto ferroviario, dei terreni, dei fabbricati e delle relative pertinenze della vecchia stazione. Questa rappresenta la memoria storica del paese, si distingue come assoluta protagonista dell’immaginario collettivo e possiede una particolare valenza affettiva, in quanto ha traghettato i sangavinesi verso la modernizzazione e la crescita economica, legandosi a doppio filo con la nota Fonderia, diventando il terzo scalo regionale per importanza e generando un virtuoso volume di traffico all’interno del centro urbano.

Venuto a mancare negli anni precedenti ogni margine di dialogo con RFI, il nostro impegno al principio è stato indirizzato verso la ricostruzione graduale di un rapporto di fiducia tra le due parti, per poi manifestare il nostro interesse ad ottenere un comodato d’uso gratuito della vecchia stazione, attraverso il quale arrestare il decadimento della struttura e soprattutto renderla vitale sede istituzionale, nonchè promotrice di iniziative culturali e turistiche. Pertanto, a seguito di innumerevoli incontri e conciliazioni, si è pervenuti in data 19 luglio 2017 alla stipula del succitato contratto di comodato d’uso gratuito per un periodo di 5 anni, successivamente esteso a ben 15 anni, con scadenza al fino al 20/07/2032 ed eventualmente prorogabile.

Con Deliberazione di Consiglio Comunale del 04/09/2019 è stato sancito il coronamento del progetto di riqualificazione perseguito con pervicacia: la vecchia e cara stazione verrà convertita in un centro istituzionale di primo piano, ovvero la nuova sede dell’Unione dei Comuni Terre del Campidano, in un cuore pulsante dell’associazionismo, del protagonismo civico e della cultura.

Apprezzando enormemente la grande comprensione e disponibilità dimostrate da RFI, tuttavia abbiamo continuato a nutrire la convinzione che la transizione da un mero comodato d’uso a una proprietà legale a tutti gli effetti delle strutture ferroviarie avrebbe costituito un notevole avanzamento nella programmazione a lungo termine della sfera sociale, culturale, sportiva ed istituzionale dell’intero territorio. Per tale ragione ci siamo permessi di appellarci all’On. Andrea Frailis nella speranza che potesse farsi portavoce presso gli organismi competenti della nostra istanza relativa ad un’ipotesi di cessione.

Abbiamo appena appreso ufficialmente che l’On. Frailis figura come primo firmatario, assieme ai suoi colleghi deputati, gli Onn. Romina Mura e Gavino Manca, di un’interrogazione alla Ministra delle Infrastrutture e Trasporti, l’On. Paola De Micheli, finalizzata a illustrare i termini della questione e ad aprire un tavolo di confronto per la cessione definitiva a questa Amministrazione. Non possiamo che dichiararci immensamente riconoscenti nei confronti dei suddetti firmatari, così come esterniamo la nostra massima fiducia per un esito positivo dell’interrogazione, in considerazione anche della notoria sensibilità della Ministra De Micheli.

I nostri sforzi si sono progressivamente convertiti in solidi risultati ed il cammino intrapreso si è rivelato essere vincente: l’interrogazione, dunque, nasce sotto i migliori auspici e merita il supporto di tutti i cittadini del Medio Campidano.

Il Sindaco
Carlo Tomasi


Ecco il testo dell’interrogazione presentata alla Ministra delle Infrastrutture e Trasporti, l’On. Paola De Micheli dai deputati Andrea Frailis, Romina Mura e Gavino Manca.


INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti – Per sapere – premesso che:

la vecchia stazione di piazza Cesare Battisti, rappresenta la memoria storica del Comune di San Gavino Monreale, e si distingue nello scenario urbano come assoluta protagonista dell’immaginario collettivo e delle tradizioni locali. La comunità sangavinese, proprio in virtù della nascita di questa stazione, si è vista traghettare verso la modernizzazione e la crescita economica nel secolo scorso, divenendo uno dei centri nevralgici del Medio Campidano. Terzo scalo ferroviario della Sardegna anche in termini meramente quantitativi, da sempre ha concesso al paese di emergere come ideale trait d’union tra Cagliari e Oristano, ne ha decretato la transizione da realtà agropastorale a centro industrializzato, essendo fonte di benessere economico per tutto il territorio. Anche grazie a questa stazione, la nota Fonderia di San Gavino Monreale, avviata nel 1932 e ancora pienamente attiva diventata poi nella seconda metà del Novecento la piú grande d’Europa;

dal maggio 2014, inizio attività dell’attuale giunta comunale, i locali siti nella piazza Cesare Battisti, di proprietà di RFI (Rete Ferroviaria Italiana), e gli ambienti della palazzina di via San Marco, gestiti da Ferservizi, versavano in una condizione di forte degrado, abbandono e fatiscenza dediti ad azioni vandaliche. Oltre ai rapporti della Polizia Municipale, anche vari sopralluoghi congiunti, realizzati dai dipendenti comunali e da tecnici RFI evidenziarono una diffusa decadenza e una situazione igienico-sanitaria critica. Mediante ordinanze sindacali, si resero indispensabili a più riprese interventi volti a ripristinare in emergenza la sicurezza, la fruibilità e il decoro delle aree adiacenti all’ex stazione;

l’amministrazione, fin dal primo momento del suo mandato, aveva pensato a una riqualificazione della suddetta stazione con piani ambiziosi e a lungo termine ma da subito era risultato agli stessi ben chiaro come negli anni precedenti non fosse rimasto alcun margine di dialogo con RFI, i cui vertici contemplavano come unica soluzione la cessione tramite vendita al Comune per una cifra molto alta, cosa che ovviamente andava al di là di ogni ragionevole disponibilità finanziaria;

in data 19 luglio 2017, si riuscì ad ottenere un comodato d’uso gratuito per un periodo di 5 anni, con scadenza al 20 luglio 2022, comprendente l’intero tracciato della vecchia stazione, la piazza Cesare Battisti, la linea ferroviaria, buona parte delle palazzine di via San marco e il campetto sportivo. Tutto questo con l’aspirazione, da un lato, di rendere la vecchia stazione sede di vitali iniziative di natura socioculturale e turistica, dall’altro, di scongiurare l’ulteriore aggravarsi del decadimento in atto della struttura;

successivamente con ulteriori trattative, in cui si sottolineò che gli spazi avrebbero soddisfatto interessi pubblici rivolti alla collettività e che alla promozione socioculturale sarebbe stata affiancata anche l’attività istituzionale, in data 21/12/2018 si ottenne l’estensione a ben 15 anni, fino al 20/07/2032, della scadenza del contratto di comodato d’uso, eventualmente prorogabili;

oggi riuscire ad ottenere per l’amministrazione comunale il pieno possesso della vecchia stazione, mediante cessione da parte delle Ferrovie dello Stato, non solo consentirebbe agli stessi di intervenire energicamente su tutti i livelli dello scenario locale ma potrebbe rappresentare un importante atto generosità, la stessa che la collettività sangavinese dimostrò a suo tempo, allorquando rinunciò ai propri terreni proprio per consentire la costruzione della ferrovia :-

se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti sopra esposti e quali iniziative, nell’ambito delle proprie competenze, intenda tempestivamente assumere al fine di favorire un tavolo di confronto con l’amministrazione locale e valutare l’ipotesi di una possibile cessione.

FIRMATARI
FRAILIS MANCA MURA

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