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mercoledì, 8 Dicembre 2021

Coldiretti: “Per l’agnello IGP serve un’azione forte e unitaria dal pastore alla tavola”

Emergenza sanitaria

Controlli lunga la filiera dell’agnello di Sardegna Igp, sul mercato e valorizzazione del prodotto locale. È l’appello di Coldiretti Nuoro Ogliastra che vista la stagione anomala che stiamo vivendo, nei giorni scorsi, attraverso il presidente Leonardo Salis, ha incontrato i macellatori del Centro Sardegna per fare il punto della situazione sulla nuova stagione in vista delle festività natalizie che rappresentano l’appuntamento più importante per il settore, e in cui si macellano la maggior quantità di agnelli, il 50 per cento della produzione totale sarda. Agnelli che, in questo periodo sono destinati sia al mercato italiano che estero, a differenza della Pasqua quando invece il consumo dell’agnello sardo avviene all’interno dei confini italiani.

L’obiettivo di Coldiretti NU-OG è quello di avere un quadro chiaro lungo tutta la filiera per comprendere il motivo dei prezzi bassi oggi nel mercato (l’agnello si paga al pastore a 3,20 euro al kg a peso vivo) onde evitare ulteriori speculazioni che spesso si acuiscono nei momenti di crisi.

“Dall’incontro con i macellatori è emerso che la situazione non è semplice – racconta il presidente Leonardo Salis -. Denunciano forti preoccupazioni per il  calo dei consumi dovuti alla pandemia. Inoltre uno dei maggiori sbocchi commerciali, quello spagnolo, che a fine anno assorbe in media quasi il 50% del prodotto, oggi acquista dalla Grecia a prezzi assolutamente fuori mercato”.

Come emerge da una analisi Coldiretti/Ixè, i consumi alimentari degli italiani nell’intero 2020 fanno segnare un crollo storico del 12% con una perdita secca di 30 miliardi di euro, raggiungendo il valore minimo degli ultimi 10 anni. A preoccupare sono gli effetti della chiusura delle attività di ristorazione che segnano un crollo del 48% dei consumi fuori casa nel 2020 con una perdita di almeno 30 miliardi di fatturato. Ma la situazione – sottolinea la Coldiretti – potrebbe ulteriormente peggiorare nel caso in cui i vincoli al consumo fuori casa si dovessero estendere alle feste di fine anno, con Natale e capodanno alle porte. Al momento la serrata imposta dalle misure anti contagio colpisce complessivamente oltre 3 locali su 4 (75%) di quelli esistenti in Italia compresi – evidenzia la Coldiretti – oltre 20mila agriturismi.

“Sono effetti che si fanno sentire a cascata sull’intera filiera agroalimentare aggravati dalla minore disponibilità di spesa dei consumatori – afferma il direttore di Coldiretti NU-OG Alessandro Serra –.In questo momento di difficoltà è fondamentale fare squadra tutti, dalla stalla alla tavola, valorizzando i prodotti locali. L’importazione settimanale, denunciata dal Consorzio dell’agnello Igp, di oltre 2500 agnelli dalla Corsica, se pur legittima, non va sicuramente in questa direzione. Oggi più che è importante lavorare in filiera, in modo trasparente garantendo una equa distribuzione di valore per tutti soggetti coinvolti”.

“In questo difficile momento – è l’appello di Leonardo Salis dobbiamo cercare di limitare i danni e tutti devono dare il proprio contributo valorizzando e consumando i prodotti locali. Lo devono fare i macellatori e il mondo distributivo e lo chiediamo anche ai consumatori: acquistiamo prodotti locali, quelli che riportano in etichetta che sono prodotti e trasformati in Sardegna. Anche se non ci saranno le grandi tavolate tradizionali continuiamo a consumare l’agnello di Sardegna Igp, l’unico garantito locale. Oggi si trova in commercio in diversi tagli, anche piccoli in cui si valorizzano tutte le parti della carcassa rispondendo alle esigenze del mercato, ma anche con l’abbinamento delle nuove tecnologie, quali congelamento e termizzazione, che consente di mantenere intatte le stesse caratteristiche organolettiche ed il sapore, di abbreviare i tempi di cottura e di conservarli più a lungo”.

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