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giovedì, 2 Dicembre 2021

Natale e coronavirus: “No all’isolamento degli anziani”

Emergenza sanitaria

ANZIANI E FESTIVITA’– No all’isolamento degli anziani: proteggiamoli dalla solitudine e dalle truffe. Da ANAP Pensionati Confartigianato Sardegna appello a Istituzioni e Associazioni di Volontariato: “Stiamo vicini ai nostri anziani perché l’isolamento ne aumenta la fragilità”.

Non basta il forzato isolamento causa Covid, anche per gli anziani della Sardegna, soprattutto durante le Festività, aumentano i pericoli di subire truffe e raggiri.

Per questo l’Anap Confartigianato Sardegna, l’Associazione Nazionale Anziani e Pensionati di Confartigianato Sardegna, che nell’Isola rappresenta oltre 5mila persone, lancia un appello in vista dei prossimi giorni di Natale: “Stiamo vicini ai nostri anziani, come e per quanto possibile, perché l’isolamento ne aumenta la fragilità”.

E la Presidente, Paola Montis, aggiunge: “Come se non bastasse il distanziamento fisico, necessario per proteggerli dalle conseguenze della malattia ma difficile umanamente, per gli anziani questo periodo rischia di essere un momento in cui personaggi senza scrupoli potrebbero approfittare del loro isolamento e della loro fragilità per tentativi di truffe e inganni”.

Da qui l’accorato appello alle Istituzioni e alle Associazioni di Volontariato per far sapere agli anziani che, in caso di necessità, possono sempre contare su qualcuno.

Insieme possiamo fare la differenza e sconfiggere l’altra grande malattia del nostro tempo, appunto la solitudine – continua la Montische in questo periodo di distanziamento fisico rischia di diventare una trappola insidiosa. Figli, nipoti, familiari e vicini di casa: stiamo accanto ai nostri anziani, in particolare a quelli soli o che vivono situazioni di fragilità perché sono stati malati o hanno subito un dolore. Hanno bisogno di sentire la comunità vicina. Gli anziani sono custodi della memoria, conservano i valori e gli ideali fondamento della convivenza”.

Per Anap Sardegna basta poco per fare molto: una telefonata, una chiamata utilizzando le tecnologie digitali, una visita, anche un semplice ‘come stai?’ aiutano a vivere meglio e a sentirsi parte attiva di una comunità. E soprattutto quando si ha bisogno, come nei tentativi di truffa, aiutano a sentirsi meno soli. E’ fondamentale che le Istituzioni, le Forze dell’Ordine e il Mondo del Volontariato promuovano questo appello anche nei confronti dei vari presidi territoriali: i Comuni hanno fatto molto, il volontariato è stato in prima linea per aiutare gli anziani in difficoltà e consegnando loro beni di prima necessità. Per questo il loro impegno è encomiabile.

A preoccupare l’Anap Sardegna è il fatto che la solitudine rende gli anziani ancor più facili bersagli di persone senza scrupoli. Un classico caso è la telefonata di un presunto parente stretto (spesso la figlia/il figlio) che si trova in una situazione di emergenza e ha quindi necessità di denaro subito. Fortunatamente la maggior parte di questi tentativi fallisce, ma lasciano comunque nelle vittime strascichi profondi quali una sensazione di grande vulnerabilità, senso di vergogna, insonnia, maggiore fragilità e insicurezza, segnandole nel profondo.

Da anni, insieme alle Forze dell’Ordine – ricorda la Presidente Montis l’Anap è attiva con la campagna “Più Sicuri Insieme” per proteggere gli anziani dalla piaga delle truffe. Attraverso i vademecum che abbiamo diffuso in tutti i Comuni della Sardegna, offriamo informazioni e spieghiamo, con l’aiuto di esperti, come difendersi dai tentativi di truffa”. “Dobbiamo ammettere che sta aumentando la consapevolezza di molti anziani – sottolinea la Presidentee abbiamo trovato nella Prefettura e nelle Forze dell’Ordine grande collaborazione e disponibilità. Per questo, invitiamo sempre a denunciare i tentativi di truffa. Così facendo adempiamo a un nostro diritto e dovere civico. Tuttavia non è sufficiente. Quando succedono questi casi, le sensazioni sono quelle di rabbia, frustrazione e impotenza, a volte vergogna”.

In ogni caso, ANAP Sardegna rigetta l’idea di isolare gli anziani o comunque di limitare i loro spostamenti per contenere il diffondersi della pandemia da Covid-19. Una proposta lanciata da esperti con corredo di dati ma che sta trovando ferma opposizione anche in quell’ambiente scientifico da cui parrebbe provenire.

 “Rigettiamo con forza l’idea di isolare gli anziani per contenere il diffondersi della pandemia – rimarca la Presidenteè indispensabile che tutti rispettino le indicazioni di protezione individuale, mantenere le distanze, muoversi il meno possibile e per motivi indifferibili, come le autorità hanno indicato, ma isolare, in casa o altrove, gli anziani è un atto che non esito a definire come una barbarie”.

L’isolamento impatterebbe su una categoria fragile e già esposta a tensioni emotive e personali forti per questa pandemia – conclude la Montistutti dobbiamo comportarci correttamente, dai più giovani ai meno giovani, isolare persone solo perché anziane è l’anticamera di una società che non ci piace”.

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