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sabato, 4 Febbraio 2023

Villamar, parla Roberto Scema, dirigente dell’istituto comprensivo più ampio d’Italia

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Roberto Scema, 54anni, originario di Villa Verde (OR) dove è stato anche sindaco per molti anni, è il Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo di Villamar, ubicato nel territorio della Marmilla, nella provincia del Sud Sardegna e che, a quanto ci risulta, dovrebbe essere il più ampio d’Italia.

Comprende ufficialmente ben 11 comuni (Villamar, Barumini, Furtei, Gesturi, Lunamatrona, Segariu, Siddi, Tuili, Turri, Ussaramanna, Villanovafranca) e 23 plessi tra scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado. In realtà studenti di altri cinque comuni frequentano le scuole dell’Istituto Comprensivo di Villamar che portano a 18 i comuni complessivi. Circa 900 alunni, circa 200 insegnanti e 48 tra personale amministrativo e collaboratori scolastici, sono i dati attuali di questo istituto comprensivo.

Al Dirigente Roberto Scema abbiamo posto 10 domande:

L’Istituto comprensivo di Villamar comprende ben 11 comuni e 23 plessi, forse un caso unico in Italia, come si gestisce un istituto comprensivo così ampio?
L’istituto comprensivo, un po’ anomalo, nasce qualche anno fa con la fusione di tre istituti comprensivi, quello di Lunamatrona, di Barumini e di Villamar. Potevano nascere due istituti comprensivi, poi per la mancanza di un accordo, ne nacque solo uno. La frammentazione in 23 plessi rende difficoltosa la gestione, ma ad una gestione centralizzata si è preferita una gestione diffusa.

Con la gestione degli organi collegiali di istituto come si procede?
Si procede in maniera abbastanza ordinata. I collegi dei docenti e il Consiglio di Istituto si svolgono nella sede centrale di Villamar mentre le riunioni di consiglio di classe, di interclasse e di intersezione si svolgono in maniera diffusa, cioè presso i comuni di appartenenza delle scuole. Mi avvalgo anche della possibilità di fare riunioni a distanza con i mezzi informatici quando gli argomenti all’ordine del giorno non sono abbastanza importanti. Ciò consente al personale di evitare viaggi inutili e un risparmio anche in termini economici.

Immagino che il Dirigente Scolastico sia impossibilitato a recarsi con continuità nei diversi comuni… molti alunni e genitori non avranno mai l’occasione di incontrarla.
E invece no… perché nonostante la diffusione degli istituti nel territorio, faccio il possibile per girare nei vari plessi per incontrare gli alunni e i genitori ed inoltre uso tutti gli strumenti di messaggistica come whatsapp e messenger pur di favorire i contatti con l’utenza. Il dirigente non può essere visto come una figura taumaturgica che possa risolvere tutti i problemi, ma come un riferimento anche per incontrarsi per un semplice confronto.

Quali sono le criticità più evidenti nella gestione dell’istituto?
Il maggiore problema che noi abbiamo in questo momento, non solo come scuola ma anche come territorio è lo spopolamento. Il decremento della natalità è disastroso. Sono già presenti diverse pluriclassi e monoclassi sempre più esigue e che per il futuro non promettono nulla di buono. A ciò si aggiunge la situazione socio-economica grave che è sotto gli occhi di tutti. Una situazione socio-economica seria che ho avuto modo di toccare con mano avendo fatto per 15 anni il sindaco di Villa Verde. Cerchiamo con il supporto delle amministrazioni del territorio e la rete sociale costituita di porre rimedio per quanto possibile alle situazioni di fragilità che si evidenziano anche nella scuola. In sintesi cerchiamo di seguire un significativo moto: “che nessuno rimanga indietro”

Lei è arrivato a Villamar dopo un’esperienza come docente di scuola media nell’oristanese… che differenze ha trovato?
Una differenza dovuta sicuramente ad una realtà più complessa, ma che comunque già conoscevo per la mia precedente attività di Sindaco.

Quali sono gli aspetti positivi di questa sua nuova esperienza nell’istituto comprensivo di Villamar?
Gli aspetti positivi sono tantissimi. Intanto la possibilità dal punto di vista personale di mettere in essere l’esperienza che avevo maturato come sindaco con particolare riguardo ai rapporti umani fra le varie comunità. La rete sociale fra i vari comuni costituisce un valore aggiunto al nostro operato. Per me è un privilegio guidare un istituto come questo che dal punto di vista storico non ha nulla da invidiare ad altre parti della Sardegna e tante parti d’Italia.

Quando si confronta con i suoi colleghi cosa pensano della sua esperienza?
La prima cosa che mi hanno detto, soprattutto nel momento in cui avevo operato la scelta di Villamar è stata. “Ma sei matto?” “Non lo sai che Villamar ha 23 plessi e che invece potresti scegliere una sede ben più comoda?” “I 900 alunni potresti averli in un’unica sede più conveniente, magari in una scuola superiore…” Io però forse sarò un po’ matto ma sono un idealista e un romantico…mi affeziono alle persone ed anche ai luoghi. In questo momento non riesco a vedermi dirigente da un’altra parte. Ritengo che il lavoro che stiamo facendo, con il contributo di tutti gli organi preposti, nonostante le difficoltà è per la realizzazione di una scuola a misura di bambini, dove tutti si sentano inclusi, dove ci sia un rapporto stretto con il territorio, per creare una prospettiva futura. Una Mission che corrisponde ad una Vision. Per cercare di raggiungere l’obiettivo, a medio termine, serviranno alcuni anni. Per questa ragione ho promesso a me stesso e agli altri che sarei rimasto in questa sede dieci anni, salvo decisioni che non dipendono da me ma dei miei superiori.

Può raccontarci qualche episodio curioso che lo ha coinvolto da quando dirige quest’istituto?
Più che curiosi episodi drammatici che non è il caso di ricordare in un’intervista… I momenti più curiosi, piacevoli, simpatici, sono stati gli incontri con i bambini della scuola dell’infanzia…mi fermo talvolta a giocare con loro, ti identificano subito…nel mio studio ha tanti disegni fatti dai bambini, anche miei ritratti…sono episodi molto importanti, che emozionano e lasciano il segno.

L’istituto comprensivo che dirige ricade in un’area geografica-storico-culturale molto importante. Come si inserisce la scuola in questo contesto?
Nel nostro documento di programmazione, il PTOF, abbiamo inserito abbondantemente la questione del rapporto scuola territorio e non solo a parole ma anche con una serie di progetti, in parte realizzati ed altri da realizzare. Il territorio dove opera l’istituto comprensivo è ricchissimo dal punto di vista storico- culturale-ambientale e tale ricchezza ci viene riconosciuta dai tanti visitatori che ogni anno frequentano la zona. La Reggia Nuragica di Barumini e la Giara di Gesturi sono solo due esempi del nostro immenso patrimonio. Nell’ambito scolastico abbiamo fatto un salto di qualità, a mio giudizio positivo, passando dai progetti singoli ad un progetto complessivo per lo studio e la promozione del nostro territorio. Ciò grazie anche alla collaborazione del Museo Archeologico di Cagliari e all’evento “Monumenti Aperti” I ragazzi devono acquisire consapevolezza della loro storia, delle loro radici e mantenere i legami col loro territorio d’origine anche quando per ragioni varie si saranno allontanati dal loro territorio per vivere o lavorare in un territorio diverso e talvolta lontano, con tradizioni e culture diverse.

Il dimensionamento dell’Istituto Comprensivo di Villamar per Lei costituisce il presente…Pensa che il futuro prossimo ci potrà riservare, a livello nazionale, tanti istituti comprensivi come quello di Villamar?
Sembrerebbe di sì e sono preoccupato. Non vorrei che anche l’Istituto Comprensivo di Villamar continuasse a crescere inglobando altri piccoli comuni che gravitano intorno ad esso. Ritengo che il Dirigente Scolastico non debba fare il burocrate e dirigere dalla sua torre d’avorio ma debba essere necessariamente un punto di riferimento concreto e che debba mantenere i rapporti con il territorio e l’utenza scolastica in particolare. Ciò si può fare solo se le dimensioni degli istituti sono accettabili. Il dirigente Scolastico non può essere inarrivabile. Io mi auguro che la Regione Sardegna metta finalmente in campo una legge sull’Istruzione che tenga realmente conto della sua specificità geografica e culturale. Siamo un milione e mezzo di abitanti sparsi in un territorio vastissimo.

Angelo ConcasSardegna24.News

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