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giovedì, 22 Febbraio 2024

Vertenza Glencore-Portovesme Srl, il Sindaco Carlo Tomasi: “Lo stabilimento di San Gavino Monreale deve rimanere aperto”

Messaggio politico elettorale - Committente Carlo Tomasi

Eventi e manifestazioni

Il 6 febbraio 2024 si è tenuto il quinto incontro, organizzato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), del Gruppo di Lavoro Tecnico ristretto volto a concertare una risoluzione della vertenza Glencore/Portovesme SRL. Presenti, oltre ai vertici delle aziende, i rappresentanti del Governo, dei Sindacati e i sindaci di San Gavino Monreale e Portoscuso.

“È in gioco il futuro di oltre 2.000 lavoratori – ha ribadito Carlo Tomasi, primo cittadino sangavinese – considerando entrambi gli stabilimenti e gli interinali, ed in questo frangente il mio impegno, in particolare, è stato quello di rimarcare il fatto che lo stabilimento di San Gavino Monreale deve rimanere aperto e perpetuare la grande storia della centenaria Fonderia, in quanto non sarebbe accettabile neppure un eventuale e improbabile trasferimento di tutti i lavoratori allo stabilimento di Portovesme”.

L’Amministratore Delegato di Glencore ha riferito che lo stabilimento di San Gavino è fermo, in stato di mantenimento, e che la linea zinco non può ripartire a pieno regime a causa del prezzo elevato dell’energia.

I sindacati, dal canto loro, hanno richiesto un piano industriale chiaro e la tutela del reddito degli operai di San Gavino, la cui cassa integrazione a zero ore scadrà ad aprile. I rappresentanti dei lavoratori hanno espresso il timore per il fatto che, se la linea piombo rimarrà ferma, per lo stabilimento di San Gavino non esisteranno prospettive per il futuro.

Sia l’Amministratore Delegato che i sindacati hanno chiesto al Governo un impegno per garantire un prezzo dell’energia calmierato, tale da consentire il riavvio degli impianti. Da sottolineare che in Sardegna l’energia elettrica costa il 18,7% in più rispetto alla media nazionale. Il Governo, intanto, si è dichiarato non ostile alla riconversione, a patto che vengano salvaguardati gli aspetti ambientali e sanitari.

“Ho evidenziato quanto sia grave il disagio dei lavoratori di San Gavino e ho ribadito la necessità di misure volte a rendere tale condizione meno gravosa per essi e per le loro famiglie – ha dichiarato Carlo Tomasi al termine del gruppo di lavoro – e ho anche rammentato che per i lavoratori dell’indotto, per gli interinali, le ditte esterne ed i fornitori, la situazione risulta essere ancora più precaria. Continuerò ad affiancare gomito a gomito i lavoratori e le loro famiglie nelle loro istanze e rivendicazioni, come ho sempre fatto in questi anni per altre emergenze socio-lavorative. Seguiterò ad oppormi – ha concluso Carlo Tomasi – a politiche aziendali che determinerebbero un drammatico ulteriore depauperamento del tessuto connettivo locale, così come la dispersione di professionalità uniche in Italia”.

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