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[L’avvocato risponde] Mediazione obbligatoria

Prosegue la nostra rubrica L’avvocato risponde sulle nostre pagine. Vi ricordiamo che potete scrivere alla nostra redazione mandando una e-mail all’indirizzo redazione@sangavinomonreale.net per porre le vostre domande al nostro avvocato.

Ecco l’ultima domanda rivolta al nostro avvocato.

Avvocato, è costituzionale l’introduzione della mediazione obbligatoria nella Giustizia Civile Italiana?

L'Avvocato risponde

L’Avvocato risponde

In data 21 ottobre 2012, la Corte Costituzionale si è pronunciata su una questione molto delicata e tale Pronuncia era molto e da molte parti attesa: sulla Costituzionalità della conciliazione.

L’istituto della conciliazione è stato introdotto nel nostro Ordinamento dal Decreto Legislativo n. 28 del 4 marzo 2010, il quale prevedeva, in materia civile, che, per un elenco di materie precise, fosse obbligatoriamente previsto come condizione di procedibilità, il tentativo di conciliazione.

Quindi, in tutte le materie previste tassativamente nel suddetto Decreto Legislativo, si doveva (antecedentemente alla pronuncia della Consulta) prima di adire la competente Autorità Giudiziaria, esperire il tentativo obbligatorio di conciliazione presso gli Organismi accreditati presso il Ministero della Giustizia e aventi determinati requisiti. La ratio, id est la ragione per la quale fu ideato ed introdotto tale istituto, era quella di offrire vie alternative nonché più brevi ed efficaci alla risoluzione delle controversie che rientravano nel novero del decreto sopra menzionato.

La Corte costituzionale ha dichiarato la illegittimità costituzionale, per eccesso di delega legislativa, del Dlgs 4 marzo 2010 n. 28 nella parte in cui ha previsto il carattere obbligatorio della mediazione e le motivazioni, secondo quanto riferito dall’ufficio stampa, verranno pubblicate “nelle prossime settimane“.

Non è questa la sede opportuna per addentrasi nella disamina tecnica che ha portato a tale pronuncia, ma comunque, possiamo affermare che, comunque, la illegittimità costituzionale di tale legge è stata dichiarata solo per la parte in cui la mediazione era prevista come obbligatoria. Ora, la mediazione, era ed è un tema sul quale molto è stato scritto e si continua a scrivere: questo in quanto vi sono, nella Società, e tra i Professionisti, indubbiamente interessi contrastanti sulla stessa. Anche perché la mediazione muoveva e muove ad oggi forti e contrastanti interessi economici.

Infatti, sin dal momento della introduzione della mediazione obbligatoria, e fino alla pronuncia della Consulta, molti sono stati gli Organismi ed i Professionisti che hanno investito, sotto diversi profili, anche ingenti risorse economiche oltre che intellettuali: quindi, tale pronuncia, modifica (ma si attendono le motivazioni precise) il panorama che si era creato e che si prospettava prima della stessa. Rimane il fatto che, la Giustizia Italiana, ad oggi, vanta numeri non sempre eccelsi, e la mediazione voleva essere un rimedio, un correttivo, seppur parziale, a certi malfunzionamenti e ritardi nella Giustizia Civile Italiana.

Ora non resta che attendere, a breve, le motivazioni di questa tanto attesa pronuncia e delle reazioni che esse susciteranno negli operatori del diritto e nella società.

Fabio Marrocu

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