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I ricordi della colonia di Funtanazza

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Tanti sangavinesi, magari oggi non più giovanissimi, hanno trascorso qualche estate nella celebre colonia di Funtanazza, voluta negli anni ’50 dall’ingegner Rolandi e dall’ingegner Minghetti come atto di riconoscenza verso gli operai della “Montevecchio”.

Si scelse Funtanazza in quanto vicina alle miniere e poiché Cagliari era già troppo affollata, il nome ufficiale divenne “Casa al Mare Francesco Sartori” in memoria di colui che portò a nuova vita la miniera.

I ricordi della colonia di Funtanazza
I ricordi della colonia di Funtanazza

La costruzione occupava oltre 2.000 mq e poteva ospitare circa duecento bambini e sessanta adulti, adiacente ad essa furono costruiti acquedotto, elettrodotto, strade e successivamente una piscina, e il tutto costò all’epoca oltre un miliardo e mezzo di lire.

La colonia fu inaugurata il 13 Maggio 1956 in concomitanza con l’apertura della strada per Funtanazza, alla cerimonia erano presenti le più alte cariche regionali, dall’allora Presidente della Regione Brotzu a Monsignor Tedde che celebrò la messa all’aperto. Durante la giornata di festa, furono premiati i lavoratori più anziani della miniera e della fonderia di San Gavino, le celebrazioni continuarono con un pranzo al sacco offerto e l’indomani la stampa di tutta Italia definì l’opera “la più moderna colonia marina d’Europa”. La colonia, vista la distanza dai centri abitanti, era autonoma grazie all’acquedotto, la cabina elettrica, il ponte radio e gli impianti telefonici.

Già dal primo anno, la “Casa al Mare” aveva un suo rigido regolamento interno, c’era un direttore, un responsabile ogni venticinque bambini, due infermieri, due amministrativi e personale vario per cucina, pulizia e sorveglianza, il tutto con lo scopo ufficiale di “assicurare un soggiorno confortevole ai figli dei dipendenti della società”. Il giorno successivo l’arrivo venivano consegnate le divise e gli indumenti ai coloni, le responsabili dei gruppi dovevano inoltre controllare che i bambini mangiassero a sazietà.

C’era grande attenzione verso l’igiene e l’organizzazione forniva due cartoline già affrancate ad ogni bambino, in modo che potessero inviarne una poco dopo l’arrivo a Funtanazza, e una a metà soggiorno, con l’intento di rassicurare le proprie famiglie. I giochi rientravano nella parte inerente l’educazione fisica, e la disciplina era un cardine della convivenza nella comunità colonica. La giornata iniziava con la sveglia alle 7, e continuava con la pulizia personale, la colazione, l’attività ricreativa e una divertente mattinata presso la spiaggia. Al rientro verso mezzogiorno il pranzo, a seguire il riposino, la merenda, una passeggiata all’aperto e la cena intorno alle 19.

Dopo un’oretta di attività ricreativa, alle 21:30 si andava a letto. La colonia entrò in funzione nel 1956 e chiuse nel 1983, attualmente è in totale stato di abbandono, un colpo al cuore per tutte quelle persone che, all’interno di quelle mura, il cuore ce l’hanno lasciato.

Luca Fois

*Informazioni tratte da “Funtanazza – La storia della colonia al mare per i figli dei minatori di Montevecchio 1956-1983” di Fernando Lampis, Clotilde Pilia e Iride Peis; Zonza Editori, 2006.

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