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Musica di notte: una difficile convivenza

È estate, e uno degli argomenti più discussi da sempre è la quiete pubblica, o meglio quale sia il giusto compromesso tra il rumore prodotto dall’intrattenimento e la necessità di tranquillità delle persone.

Musica di notte: una difficile convivenza

Musica di notte: una difficile convivenza

Tutto ciò è disciplinato dal Regolamento Comunale di Polizia Urbana al “CAPO III – Pubblica Quiete e Tranquillità Delle Persone” in cui si asserisce che “il Comune tutela la quiete e la tranquillità delle persone, sia nel consueto svolgimento delle rispettive attività, sia nelle ore di riposo, come presupposto fondamentale della qualità di vita nel territorio urbano”.

Al secondo comma dell’articolo 23 si entra nei dettagli: “È sottoposta a maggiori tutele la fascia oraria tra le 24:00 e le 7:00 (prorogata dalle ore 1:00 alle ore 9:00 nei giorni prefestivi): i cittadini hanno l’obbligo di conformarsi a tale principio e gli uffici pubblici sono chiamati a tenerne conto nell’autorizzare eventi o spettacoli”.

Trovare il giusto compromesso in questa situazione, si sa, non è affatto semplice, da un lato le attività commerciali che attraverso l’intrattenimento, spesso all’aperto, hanno la possibilità di aumentare i propri incassi, che in un periodo come questo, non è cosa di poco conto. Dall’altra però la necessità di quiete pubblica anche per tutte quelle persone che si svegliano presto, prestissimo la mattina, e che attraverso il proprio lavoro ottengono i loro “incassi” da spendere poi eventualmente anche proprio nelle attività che fanno intrattenimento.

Abbiamo pubblicato il Regolamento Comunale sulla pagina Facebook del nostro sito San Gavino Monreale . Net e i commenti, come volevasi dimostrare, sono molto divisi: “A me sinceramente spaventa molto di più il troppo silenzio e il degrado della vecchia stazione” scrive Massimo.

Un punto di vista diverso lo offre Marina: “spero che queste regole le leggano anche i ragazzi che giocano a pallone fino alle due di notte” allargando così il cerchio del rumore non solo alle attività commerciali. “I bar e i pub lavorano se la gente lavora, il risveglio passa attraverso altre tematiche, quali l’edilizia pubblica e privata, e per come sono state affrontate fino ad oggi non mi sembra di prioritaria importanza occuparsi di quanto un bar possa o meno far chiasso” scrive Massimiliano ponendo il discorso su aspetti più generali.

Fabio invece mette dei dubbi sulla possibile riuscita di un compromesso e scrive “si invoca la tanto amata ‘convivenza civile’ che deve essere praticata solo da una parte, perché le attività commerciali ‘devono pur lavorare’. Peccato che debba ‘pur lavorare’ anche chi ogni giorno si sveglia alle 4”.

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