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Il nuovo ospedale di San Gavino Monreale sarà realtà nel 2018

Il nuovo ospedale di San Gavino Monreale coprirà tutto il territorio della ASL 6 di Sanluri. Tre i blocchi principali, anche un asilo nido aziendale, organizzati su 35.000 metri quadri di superficie.

Un passo importantissimo dopo le battaglie degli anni passati, quando la politica sembrava “remare contro” e solo l’unione dei sindaci del Medio Campidano e il supporto dei media locali ha fatto la differenza per portare a casa il bel risultato.

La Inso Spa (società per azioni che ha sede legale a Firenze) ha ottenuto l’aggiudicazione in via provvisoria per la progettazione e costruzione del nuovo Ospedale di San Gavino Monreale, per una spesa complessiva di circa 40 milioni di euro.

La società fiorentina è risultata la migliore offerente (con un ribasso sostanzioso sul budget iniziale) con un progetto che dovrebbe offrire modernità, tecnologia e rispetto dell’ambiente.

Nuovo ospedale, arrivano i soldi

Nuovo ospedale di San Gavino Monreale

Il nuovo ospedale di San Gavino si articolerà in tre blocchi principali, dedicati all’area degenze, all’accoglienza e alla piastra tecnologica. È prevista anche la realizzazione di un asilo nido aziendale destinato ai bambini del personale ASL che lavorerà nella struttura.

La nuova struttura sanitaria servirà tutto il territorio della ASL 6 di Sanluri ospitando 200 posti letto, 16 posti tecnici per il servizio dialisi e 5 posti tecnici di osservazione breve intensiva.

Il progetto definitivo, affidato da Inso Spa a Gpa Ingegneria Spa e Studio Valle Srl, propone un ospedale high-tech che coniuga modernità, tradizione e rigore architettonico, e che assicura un’elevata efficienza energetica, con largo utilizzo di energie rinnovabili.

I tempi preventivati per la realizzazione del nuovo nosocomio sono di circa 2 anni e mezzo, quindi i lavori si concluderanno, se tutto andrà bene, nel 2018.

Nel frattempo si spera che i lavori possano dare una boccata d’ossigeno all’economia sangavinese, con l’assunzione di manovalanza locale per i cantieri e lo sfruttamento delle risorse locali per i servizi terziari.

Resta anche da capire cosa ne sarà, una volta trasferiti i servizi, della vecchia struttura: verranno realizzati nuovi ambulatori oppure verrà abbandonata? Vi terremo aggiornati nei prossimi mesi, sicuramente ricchi di ulteriori notizie.

Notizia originale: Sardegna Oggi, 05/12/2015

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