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mercoledì, Luglio 15 2020

Un pranzo da… Coxinendi

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Negli ultimi mesi in tutto il Campidano si è fatto un gran parlare di Coxinendi, un nuovo ristorante a Sanluri, aperto dallo scorso Luglio, gestito da giovani sangavinesi.

Il locale si trova a pochi passi dal Castello, offrendo una vista suggestiva e un altrettanto interessante filo conduttore con la storia enogastronomica del territorio: la filosofia di Davide Atzeni, chef classe 1986 di San Gavino, è quella di riscoprire la semplicità della cucina dei nostri antenati, utilizzando prodotti del territorio (il cosiddetto “km zero”) e riscoprendo tecniche di conservazione e preparazione dei cibi ormai dimenticate.

Un pranzo da... Coxinendi
Un pranzo da… Coxinendi

Incuriositi dalle ottime recensioni su Facebook e Instagram e volendo conoscere la cucina dei nostri compaesani, anche la nostra redazione qualche giorno fa ha avuto il piacere di fermarsi per un pranzo di lavoro – quello che gli anglofoni definirebbero “business lunch”, ma noi preferiamo di gran lunga l’italiano – proprio da Coxinendi.

La location è intrigante: un locale non grandissimo, da 25-30 coperti massimo, che quindi mette al riparo i clienti dalla confusione e dal chiasso, rendendo piacevole conversare con i commensali senza sollevare troppo la voce (sconveniente durante un incontro professionale ma anche durante una cenetta romantica). Le luci e l’arredamento – semplice ma non scontato, curato nei dettagli – rendono gli ambienti molto accoglienti. Graditissimo un tocco d’arte, con i dipinti dell’artista sangavinese Giorgia Onnis a impreziosire le pareti rustiche del ristorante.

Uno dei quadri di Giorgia Onnis
Coxinendi – Uno dei quadri di Giorgia Onnis

Ci sediamo e veniamo accolti da Sara Serpi, che da gentilissima padrona di casa ci porta da bere e ci racconta i menu di Coxinendi. Sì, abbiamo usato il verbo “raccontare”, non a caso. Le portate del locale sono una vera e propria narrazione del territorio in un dato momento. Veniamo a sapere che tutte le materie prime (niente semilavorati, in cucina si fa tutto “a mano”, dal pane alla pasta, dalle salse ai dolci) provengono tutte dai produttori locali e che non esiste una vera e propria “carta” fissa. Il menu varia di settimana in settimana, in base a ciò che la Natura del Campidano e le coste della Sardegna offrono in quel momento.

Il menu di Coxinendi
Il menu di Coxinendi

Abbiamo quindi deciso di lasciarci condurre in due “percorsi” differenti, di mare e di terra, lasciandoci sorprendere da tante portate differenti e originalissime.

Si inizia con gli antipasti, serviti dentro una particolare campana di vetro, dei piccoli “ecosistemi” saporitissimi e belli da vedere (anche l’occhio, in cucina, vuole la sua parte).

Coxinendi - Antipasto
Coxinendi – Antipasto

Si continua con una delle specialità della casa: i “prosciuttini” di cui tanto avevamo sentito parlare (bene) prima della nostra visita. E infatti non siamo rimasti delusi. Nel percorso di terra, abbiamo assaggiato i saporitissimi prosciuttini d’anatra serviti su una crosta di pane e accompagnati da una confettura. Nel percorso mare, invece, prosciuttini di muggine, dal sapore delicato, accompagnati da rape rosse e una crema allo yogurt bianco.

Prosciuttini di muggine
Prosciuttini di muggine

Prosciuttini di anatra
Prosciuttini di anatra

Tutti accostamenti inusuali per noi, mix di sapori che non contrastano, anzi, si esaltano a vicenda! Il tutto innaffiato da un buon calice di vino bianco della cantina Agricola Soi.

Prosciuttini di anatra
Prosciuttini di anatra

Come terzo antipasto arrivano due piccoli capolavori artistici. Ceci in crema, senape e guanciale in un piatto bianco che ne esalta i colori. Il sapore leggermente affumicato è frutto di un processo interamente realizzato nelle cucine di Coxinendi, attingendo dalla saggezza popolare e dalle tradizioni sarde più autentiche.

Ceci in crema, senape e guanciale
Ceci in crema, senape e guanciale

Anguilla in umido, tenera e saporitissima, su un crostino leggermente piccante. Un piccolo orgasmo per le papille gustative di chi ama i sapori del mare.

Anguilla in umido
Anguilla in umido

Menzione speciale, bisogna dirlo, per i piatti e i bicchieri artigianali, realizzati dal noto ceramista di Pabillonis Ugo Serpi, che ha creato dei pezzi unici per il ristorante di Sanluri. Ogni piatto e ogni bicchiere è diverso dagli altri, infinite sfumature e trame che diventano un ottimo passatempo tra una portata e l’altra.

Sì, perché da Coxinendi si abbraccia la filosofia dello slow food. Se uno degli hashtag ricorrenti sul profilo Instagram del ristorante è #nonsicucinaconorologioalpolso, è altrettanto vero che anche la degustazione è scandita dai tempi che meritano piatti così particolari, figli di una preparazione lunga e attenta. Tecniche di affumicatura, stagionatura e cottura lenta possono richiedere ore, se non giorni o settimane. Parlando con Davide e Sara si scopre un mondo completamente nuovo di interpretare il cibo e la sua preparazione.

Finiti gli antipasti, la curiosità di scoprire cosa ci aspetta come “primo” è tanta. E le aspettative non sono state deluse. Il percorso di mare è proseguito infatti con un raviolo di zucca, cernia e cozze.

Raviolo di zucca, cernia e cozze
Raviolo di zucca, cernia e cozze

Il percorso di terra invece una zuppa di tagliolini in brodo di galletto ruspante e cardi.

Tagliolini in brodo di galletto ruspante e cardi
Tagliolini in brodo di ruspante e cardi

Sia i ravioli che i tagliolini sono di pasta fresca: la differenza si nota eccome! Dopo la dose quotidiana di carboidrati arrivano i secondi. E nonostante le nostre papille gustative siano già state abbondantemente stimolate, c’è spazio per nuovi sapori in grado di stupire ancora una volta. La quaglia e la lissa arrustida (servita con un rametto fumante) sono due delizie mai assaggiate prima.

Quaglia
Quaglia arrosto

Lissa arrustida
Lissa arrustida

Infine, spazio ai dessert e al caffé. La verità? I dessert erano talmente belli e invitanti che ci siamo dimenticati di fotografarli per il nostro reportage! Per i più curiosi, alleghiamo la foto (rubata ad un altro tavolo) di un torrone morbido guarnito con confettura alle mele e biscotti.

Dessert - Coxinendi
Dessert – Coxinendi

In definitiva, ci siamo alzati dal tavolo davvero soddisfatti e contenti della nostra scelta. I due percorsi – entrambi ricchi e particolari – ci hanno offerto pietanze che non si trovano spesso in un ristorante “classico”. Ogni portata ha una storia che vale la pena ascoltare: dal produttore, passando attraverso tutte le fasi della lavorazione e della preparazione… fino al nostro piatto.

Non possiamo quindi che consigliarvi di fare una visita a Coxinendi (aperto sia a pranzo che a cena), un giorno qualsiasi oppure in occasione di uno dei tanti eventi che lo staff ama organizzare. Il prossimo, intitolato “A cena con il Produttore – Agricola Soi”, offrirà ai partecipanti un percorso tra cucina e cantina. Una carta composta da cinque portate accompagnata dai vini di Agricola Soi.

Ecco la locandina con il menù della serata.

E voi ci siete mai stati? Fateci sapere la vostra esperienza!

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