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San Gavino Monreale
sabato, 27 Novembre 2021

San Gavino, restano chiusi i negozi al dettaglio e i professionisti della cura della persona

Emergenza sanitaria

Fumata nera per la riapertura delle attività inerenti i servizi alla persona, tra cui saloni di parrucchieri, estetisti, tatuatori e quelli di vendita di abbigliamento, calzature, gioiellerie e profumerie. A confermarlo il sindaco Carlo Tomasi che, mediante una nota, spiega le motivazioni di questa decisione.

In sostanza, non conoscere l’indice di trasmissibilità per San Gavino Monreale (abbiamo solo il dato su base regionale, che si attesta a 0,48) costituisce un ostacolo alla riapertura in sicurezza.

Ecco il testo del comunicato del sindaco, che riportiamo integralmente.


A San Gavino Monreale, lunedì 11 maggio 2020, le attività inerenti i servizi alla persona, tra cui saloni di parrucchieri, estetisti, tatuatori e quelli di vendita di abbigliamento, calzature, gioiellerie, profumerie, non riapriranno.

Decisione scaturita dopo aver sentito il C.O.C. e le associazioni di categoria in videoconferenza dal momento che i dati in nostro in possesso, o meglio i dati che non abbiamo, ci impongono di agire con grande prudenza. Si fa riferimento all’indice di trasmissibilità R(t) (R con t) che per San Gavino Monreale, così come per la gran parte dei comuni dell’isola non è stato comunicato.

Abbiamo solamente il dato del Ministero della Salute che indica per la regione Sardegna R con t pari allo 0,48.

È indispensabile conoscere il valore dell’indice di trasmissibilità, in quanto San Gavino Monreale rappresenta un punto di riferimento per la zona del Medio Campidano essendo anche sede ospedaliera e di altri importanti presidi sanitari oltre che di tanti servizi che comportano un’altissima circolazione di persone.

Per questo motivo, in linea con quanto riferito dallo stesso Presidente Solinas, è necessario conoscere il dato della città e quello dell’area urbana che comprende anche i comuni limitrofi e solo dopo averlo conosciuto ed esaminato, potremo prendere le decisioni più opportune.

La situazione attuale non consente fughe in avanti:

  • mancano i protocolli e/o le linee guida emanate dagli organismi competenti cui i nostri operatori economici ed i cittadini che ad essi si rivolgono dovranno attenersi;
  • Si sta procedendo a eseguire i tamponi che ancora scarseggiano. In questi giorni sono stati sentiti numerosi altri sindaci sardi, tutti al fianco dei nostri operatori economici che stanno subendo una crisi senza precedenti, trovandoci in perfetta sintonia sulle misure da adottare, pur nelle differenti modalità organizzative;
  • Nei giorni scorsi abbiamo disposto tutte le riaperture possibili e consentito tutte le attività che si possono svolgere in sicurezza.

Per i servizi alla persona non esistono ancora tutte le condizioni perché si possa disporre un’apertura in sicurezza. Nella consapevolezza della condizione di difficoltà che stanno vivendo e nell’assoluta certezza di operare a tutela non solo dell’interesse generale, ma anche del loro e di quello dei loro clienti in particolare, chiediamo a tutti gli operatori di avere pazienza ancora qualche giorno.

È nostra intenzione far riaprire quanto prima, ma questo potrà avvenire solo se le condizioni sanitarie lo consentiranno.

Questo tempo potrà servire a tutti gli operatori economici interessati per organizzare i loro locali per la ripresa, che ovviamente dovrà avvenire nel rispetto delle prescrizioni delle autorità sanitarie. A partire dalle mascherine e guanti, fino alle procedure per disinfettare la strumentazione di lavoro e la sanificazione dei locali per operare in totale sicurezza. È dura dover chiedere un ulteriore sacrificio a chi ormai da troppo tempo attende di ricominciare a produrre, ma rischiare un contrordine ed eventuali sanzioni che potrebbero essere comminate a fronte di un serio pericolo per una ripresa della diffusione della malattia, sarebbe decisamente peggio.

Il Sindaco Carlo Tomasi

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