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Il Piano di Assetto Idrogeologico

Un canale vicino al Rio Mannu - Foto dell’ing. Alessandro Porru

Un canale vicino al Rio Mannu – Foto dell’ing. Alessandro Porru

Era l’8 Marzo quando nel numero 30 di Comprendo spiccava un articolo dal titolo “Vincolati?”. A distanza di qualche mese siamo riusciti a saperne di più sia incontrandoci col sindaco di San Gavino Gianni Cruccu, che ci ha fornito alcuni documenti importanti, sia chiedendo un parere a un esperto. Documentazione alla mano rispondiamo alle domande sul P.A.I. (Piano di Assetto Idrogeologico) che c’eravamo posti. Prima di tutto scopriamo che il Comune di San Gavino non ha mai presentato alcuna osservazione, contestazione o presa d’atto in merito al P.A.I. presso la Regione nel periodo che va dal 2002-2005 (Giunta Melas). Questo indica che il rischio idrogeologico è stato segnalato dal Gruppo di Lavoro incaricato dalla Regione stessa e non direttamente dal Comune.

Tra l’altro il Rio Pardu viene segnalato come soggetto a rischio grave di esondazione, e i dreni risultano insufficienti sia per pendenze sia per scarsa pulizia degli stessi. La situazione peggiora in quanto le opere di sottopasso ferroviario sono sottodimensionate. Ci ponevamo il dubbio sul rifacimento della rete fognaria, ed è proprio di questi giorni l’inizio dei lavori in tal senso in via Monreale (zona ad alto rischio idrogeologico). Ci chiedevamo cosa succederà alle campagne sempre più divenute “centro abitato” e scopriamo che nel 2008 durante la Giunta Musanti con l’approvazione del Piano Acustico le aree rurali che circondano San Gavino sono state classificate in classe II (come se fossero zone residenziali) e non in classe III (zone interessate da attività che impiegano macchine operatrici). La campagna dovrebbe rimanere campagna.

Chiediamo al sindaco, che nel 2003 era assessore ai Lavori Pubblici un breve aggiornamento sulla situazione P.A.I.è stato conferito l’incarico all’Ing. Angius che sta sviluppando il progetto tenendo conto della situazione che verrebbe a crearsi con il Rio Malu nel caso di precipitazioni molto abbondanti. Contiamo in una veloce approvazione da parte degli Enti Regionali competenti. Del resto si deve approvare una variante al PAI vigente e non dimostrare che il PAI è errato, dato che è stato redatto come dici, dal Gruppo di Lavoro incaricato che ha effettuato sopralluoghi e studi idrogeologici direttamente in loco. Un lavoro quindi che si basa su dati scientifici e non su supposizioni astratte.

Per finire, il vincolo del Centro Storico: è importante sottolineare che abbiamo approvato, non più tardi di un mese fa, il Piano Casa, che consentirà a coloro che hanno l’abitazione in contrasto con le caratteristiche di quelle del Centro Storico, di apportare aumenti volumetrici del 20%.”. Il commento dell’esperto ing. Alessandro Porru: “Il P.A.I. è uno strumento per la tutela della popolazione e del territorio, il suo fine non è quindi l’introduzione di vincoli edificatori, esiste anche un altro studio denominato Piano Stralcio delle Fasce Fluviali che individua le aree esondabili dal Flumini Mannu. Non si deve sottovalutare l’importanza di questi piani ne mettere in discussione la loro attendibilità, è necessario realizzare opere di difesa e mitigazione. Attualmente inoltre occorre una celere pulizia dei corsi d’acqua, in caso contrario gli eventi pluviometrici del prossimo inverno potrebbero determinare esondazioni del Flumini Mannu nel centro abitato. Sarebbe possibile organizzare giornate ecologiche con volontari per la pulizia dei corsi d’acqua, nel territorio nazionale esistono numerosi esempi di queste iniziative.

Fonte: Luca Fois, Comprendo

Luca Fois

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