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La casa del Poeta

Ogni anno migliaia di turisti provenienti da ogni parte d’Italia invadono le spiagge della Costa Verde. Forse non tutti questi turisti conoscono un angolo magico di questa meravigliosa parte della Sardegna. Per trovarlo dobbiamo andare a Pistis, e andare a visitare la “Casa del Poeta”. Si tratta di un ginepro secolare, trasformato in una dimora da “Tziu Efisiu Sanna”, poeta di Guspini.

È difficile distinguere la casa dal resto della vegetazione circostante, dato che l’esperta mano del suo creatore ha fuso forme architettoniche (gli archi, l’ingresso, il vialetto davanti a un giardino di splendide piante grasse, cinto da paletti di legno) e natura creando un ambiente fresco e piacevole. Sostando sotto le fronde del grande ginepro, si può assaporare la brezza marina, il profumo del mare e dei fiori selvatici, ascoltare il fruscio delle foglie.

Casa del Poeta

Casa del Poeta

Si viene catapultati in un universo lontano dalla frenesia e dal caos del mondo moderno. Sono tanti i visitatori che, grazie al passaparola e ai racconti degli amici, dallo spiaggione di Pistis si addentrano nella macchia mediterranea per visitare la struttura.

La casa ha una storia da fiaba: Efisio Sanna, ex minatore di Montevecchio, e la sua compagnia di vita Orlanda, amavano la natura e la poesia. Spesso passavano ore all’ombra di un bellissimo e gigantesco ginepro vecchio secoli, al quale i nostri due protagonisti si erano affezionati molto, facendone un piccolo rifugio d’amore.

Un giorno vennero a sapere che qualcuno voleva tagliare il loro albero per farne legna da ardere, e per poteggerlo escogitarono un piano bizzarro ma efficace: decisero di adottare il ginepro trasformandolo in un’abitazione dalla quale nessuno avrebbe potuto sfrattarli. Utilizzando ciò che la natura offriva crearono un covo romantico: la chioma dell’albero intrecciata con rami di elicriso fungeva da tetto, le pietre della zona da pavimento. Diventò un luogo caldo e accogliente.

Efisio e Orlanda vi si trasferirono durante i mesi estivi. Vissero in quella “casa” facendo a meno di tante comodità, ma ricambiati dall’amore che da sempre li univa. Efisio era conosciuto per i suoi versi in rima, scriveva tante poesie e le affiggeva in ogni angolo della casa. Il ginepro divenne un punto di incontro per i tanti amici di Efisio e Orlanda, che iniziarono a lasciare le loro poesie nella cassetta delle lettere. L’età che avanzava e la scomparsa di Efisio hanno fatto sì che la casa venisse abbandonata dagli inquilini originari.

Ma, a distanza di anni, la signora Orlanda afferma che Efisio morì felice sapendo di lasciare la sua incantata dimora in eredità a visitatori, turisti e addirittura a studenti di architettura e ingegneria. Questa, in fondo, è la magia della “casa del poeta”.

Fonte: Simone Usai, Comprendo

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