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Murales: quattro chiacchiere con Sergio Putzu

«I murales del Bixinau de Oristanis non sono soltanto dei disegni “a sé stanti” sui muri. Sono il racconto dettagliato, attraverso le immagini, della storia d’una comunità».

Murales: quattro chiacchiere con Sergio Putzu

Murales: quattro chiacchiere con Sergio Putzu

Sergio Putzu, una passione enorme per l’arte e la pittura, con uno stile personale, che parla di lui e della sua terra, dei suoi luoghi, delle sue origini.

E da circa due anni tutto questo è diventato il suo progetto artistico più ambizioso, la realizzazione del complesso di murales lungo la via Eleonora D’Arborea di San Gavino Monreale, quella che i nostri genitori e nonni chiamavano “Bixinau de Oristanis”.

Un complesso che «racconta la storia d’una comunità rurale, attraverso i suoi colori predominanti: l’ocra e il marrone del “lardiri” con cui si costruivano le case contadine».

Infatti, i disegni sulle pareti raccontano le fasi di vita, le stagioni, scandite attraverso i tempi della semina, del raccolto, della realizzazione di tutte quelle attività che segnavano metronomicamente il vivere delle persone.

Che vengono ritratte, non per caso, prendendo spunto da chi, realmente, viveva nel Bixinau.

Un’opera di “archeologia storico-antropologica”, che nell’idea di Sergio prende forma, si evolve, si concretizza, anche col supporto di tutti gli abitanti del “vicinato” e del paese.

«La volontà è anche quella, attraverso l’arte, di creare uno stimolo, di “fare da volano” alla rinascita sociale e culturale di un paese, come quello di San Gavino, a volte troppo “rassegnato”. E’ il mio ideale lascito a questa comunità dove vivo tutt’ora, con la speranza che riscopra le sue origini e ne tragga così spunto per il suo futuro, magari partendo proprio da quei giovani che devono prendersi la responsabilità, in prima persona, d’essere “artefici del proprio destino”».

E tramite la bellezza dell’arte,e la sua capacità d’essere un linguaggio sì interpretabile soggettivamente ma universale, si può arrivare a fare ciò, poiché possiede la peculiarità di giungere con facilità a toccare il nostro “io”, la nostra interiorità, nel profondo. Lasciando un messaggio comprensibile a tutti.

Non ci rimane quindi che vedere questo “lavoro organico” prendere vita, raccontandovi le varie fasi della sua realizzazione anche grazie alle parole di Sergio, fino a giungere alla grande “festa finale” d’inaugurazione, prevista per la fine dell’estate.

di Giuseppe Saba (Twitter: @saba_giuseppe)

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