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Intervista ad Ariana Pintori, candidata alle prossime Elezioni Regionali

Dopo la chiusura delle liste elettorali, in vista delle Elezioni Regionali del 24 Febbraio 2019abbiamo invitato tutti i candidati sangavinesi a contattarciper un’intervista conoscitiva, in modo da presentarsi alla cittadinanza in vista del voto.

Oggi vi presentiamo Ariana Pintori: 52 anni, lavora presso l’ASSL di Sanluri come Dirigente Veterinario, divide la sua vita con Luciano Cau e la loro figlia Letizia che ha 12 anni. Ariana si candida per un posto nel consiglio regionale tra le fila di Forza Italia.

Intervista ad Ariana Pintori, candidata alle prossime Elezioni Regionali

Intervista ad Ariana Pintori, candidata alle prossime Elezioni Regionali

Buongiorno Ariana. Domanda d’obbligo: cosa ti ha spinto a “scendere in campo” in questa tornata elettorale che si preannuncia molto difficile e come mai la scelta di Forza Italia?

Mi chiedi le motivazioni della mia candidatura. In sintesi vorrei avere la possibilità di fare di più del servizio che già svolgo e mettere a disposizione della mia comunità le competenze che ho acquisito nel settore della sanità in generale e nel settore zootecnico, che è quello che conosco meglio. ‘Scendo in campo’ è la frase storica di Silvio Berlusconi a suo tempo! Comunque Forza Italia è in profondo rinnovamento, lo dimostra la possibilità che mi ha offerto, io sono più easy e dico ‘Ci provo!’ .

Il Medio Campidano è storicamente una provincia di sinistra, anche se in questo momento tutto il centrosinistra appare in forte difficoltà. Quali sono secondo te i punti di forza della tua coalizione e del candidato presidente Solinas?

Penso che Christian Solinas abbia individuato l’obiettivo con alcuni punti e modalità che condivido appieno, in primis la zona franca, la continuità territoriale e la riorganizzazione della Sanità Pubblica. Con buona pace di tutti, ritengo che definirci di Sinistra o di Destra abbia sempre meno senso; infatti l’attenzione al sociale oppure all’imprenditoria, che rispettivamente contraddistingueva tradizionalmente le due parti contrapposte è una differenza nata in una società che ormai è profondamente cambiata; rimane certamente un orientamento di fondo, ma in questo momento bisogna rivolgere attenzione alle emergenze, e tutti condividiamo quali queste siano.

Quali saranno i temi fulcro della tua campagna e del tuo lavoro in consiglio regionale, se sarai eletta?

Quello che vorrei realizzare in caso di successo? Vorrei primariamente incentivare la possibilità per tutti di accesso alla cultura ed alla formazione, ne riconosco il valore nella mia esperienza, sono le vere forze che hanno permesso a me di realizzarmi appieno nella vita personale e lavorativa, senza le quali non ci possono sperare rilancio e sviluppo del Medio Campidano.
Ritengo che una riorganizzazione dell’ASL unica sia urgente per il benessere di tutti, dato che ne conosco le difficoltà nell’ottenere ma anche di erogare servizi; so infatti cosa significa una lista d’attesa di mesi all’atto della prenotazione di una visita, oltre che a mia volta ogni giorno mi vedo costretta a procrastinare i servizi alla mia utenza quando mi si chiede un certificato, un servizio ed un intervento. Ritengo che la continuità territoriale con il Continente sia doverosa e fondamentale, per noi sardi e per chi a qualunque titolo vorrà venire in Sardegna, penso soprattutto al turista medio, per il quale il viaggio rappresenta una delle voci più consistenti della propria vacanza.
Penso si ripetibile il modello di zona franca adottato da altri paesi europei, come la Spagna nei riguardi delle Isole Canarie, che ho visitato due anni fa, di cui mi ha colpito la quantità di persone e di attività in un territorio davvero difficile dal punto di vista ambientale. 
Credo nelle possibilità, nelle risorse umane e materiali della nostra Terra, che ha bisogno di amministratori svincolati da interessi personali e d’élite.
Vorrei dare più sostegno alla famiglia in termini di servizi e risorse, perché in questo lungo periodo di crisi sono le famiglie a sostenere gli individui sopperendo alle carenze delle Istituzioni.

Alle ultime elezioni regionali l’affluenza si è fermata al 52% circa. Si può affermare che l’astensionismo sia il vero grande nemico da battere?

L’astensionismo? Una piaga che purtroppo affligge la democrazia! Ma la diffusa sfiducia per la politica è da comprendere, dopo anni di delusione; mi preoccupano soprattutto i giovani, ne conosco svariati tra i 18 e i 25 anni che dichiarano di non essere MAI andati a votare, nemmeno per le amministrative del loro piccolo paese, dove ci si conosce tutti e questo dovrebbe rappresentare uno stimolo! Noi della mia generazione non vedevamo l’ora di avere 18 anni per ‘andare a votare’! E spesso anche gli adulti esprimono in maniera discontinua il voto, e se vanno a votare lo fanno con poca convinzione e sulla scia di informazioni molto generiche. 
Mia nonna quando sentiva qualcuno che lo disprezzava, si rammaricava pensando all’enorme opportunità che il voto ha rappresentato per la sua generazione. Ma poi basta guardare i Paesi dove non vige la democrazia per capire la differenza. Ritengo che il diritto al voto sia come un oggetto d’uso, se lo abbandoni in un angolo senza utilizzarlo, prima s’impolvera, poi s’inceppa, infine qualcuno te lo porta via.
La risposta alla domanda ‘Vai a votare?’ spesso è: ‘No, tanto non cambia nulla!’, oppure ‘Per cosa, per votare il meno peggio??’ significa che noi per primi ci precludiamo ogni possibilità di cambiamento. Vorrei far riflettere soprattutto le donne, al loro ruolo guarda caso proprio nei paesi dove non vige un regime democratico, seppur imperfetto!

Ultimo punto, ma non meno importante. Come valuti la nuova legge elettorale che prevede la doppia preferenza di genere? La ritieni un sistema efficace per sanare lo squilibrio di potere e mansioni, al momento stabilmente in mano agli uomini?

Riguardo la doppia preferenza di genere ritengo sia una bella cosa.

 

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