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Finti siti di trading online, nel 2019 sono già 34 le piattaforme chiuse

Sono in continuo aumento i fenomeni legati alle truffe sul trading online.

E’ consuetudine ricevere ogni giorno telefonate da numeri sconosciuti, che recuperano i nostri recapiti telefonici chissà da dove, che prospettano la possibilità di ottenere guadagni incredibili con pochi click, mettendo a disposizione un consulente personalizzato che segue l’investimento passo a passo.

In tanti riattaccano una volta ricevuta questo genere di telefonata, altri ancora cadono nella tentazione e si lasciano ammaliare da fantomatiche prospettive di ricchezza prestando il fianco a questo genere di truffe.

Finti siti di trading online, nel 2019 sono già 34 le piattaforme chiuse

Finti siti di trading online, nel 2019 sono già 34 le piattaforme chiuse

Una tecnica, quella delle truffe legate al trading online, che ha generato problemi economici a molte famiglie, sia in Italia come nel resto del mondo, e che si basa sulla scarsa cultura finanziaria insita nella maggior parte della popolazione.

Il raggiro è basato sulla costruzione di siti web con grafiche curate nei minimi dettagli, che attraverso spiegazioni interessanti e grafici dai risultati sbalorditivi propongono soluzioni di guadagno incredibili ottenibili con pochi minuti al giorno d’impegno.

Il trading online è da intendersi come uno strumento finanziario, volto a consentire la compravendita di azioni, obbligazioni e futures.

Esso deve essere inteso, niente più e niente meno, come volano di investimento, da approcciarsi in modo serio, e consapevoli delle opportunità così come dei rischi connessi, fisiologici, sebbene in forme e percentuali diverse, a tutti gli investimenti finanziari (e non).

Stando ai dati Consob, nei primi tre mesi del 2019, sono stati chiusi 34 siti web riconducibili ad attività truffa legate al trading, piattaforme che nella maggior parte dei casi sono di proprietà di organizzazioni criminali internazionali che hanno sede in paradisi fiscali come le Isole Vergini o Marshall.

Le sedi che si trovano al di fuori dell’Unione Europea portano queste società a essere inattaccabili dal punto di vista giudiziario, perché è difficile applicare una rogatoria al fine di recuperare poche migliaia di euro di soldi sottratti indebitamente.

Inoltre, se il portale web fraudolento si appoggia a servizi di provider extra UE, la Consob non riesce a ottenere il dovuto oscuramento sul web di tale sito.

Il fenomeno è purtroppo in continua crescita,  se si considera che nel corso del 2018 ha fatto registrare 265 interventi di contrasto, con un +59% rispetto all’anno precedente.

In questo mare di siti internet legati al trading non è per tutti semplice determinare quali siano i servizi realmente seri e  affidabili.

Un aiuto a supporto, è possibile trovarlo sul sito ufficiale della Consob che ha aperto una sezione dedicata intitolata “occhio alle truffe” dove è possibile informarsi su come funziona il trading online, mentre grazie ai consigli di Affari Miei, portale web che si occupa di fornire suggerimenti su come investire i propri soldi, è possibile prendere visione di quali sono le migliori  (e sopratutto serie ) piattaforme che operano nel trading online.

Con questi sistemi truffaldini ci sono soggetti che hanno bruciato investimenti dai 3 ai 400 mila euro, pensionati che hanno visto volatilizzato il loro trattamento di fine rapporto.

In questi casi l’informazione è l’unico strumento per la difesa del consumatore, un modo importante per prevenire questi fenomeni di truffa.

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