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Elezioni Regionali in Sardegna, vincerà l’astensionismo?

Prevedere chi vincerà le prossime elezioni regionali è esercizio difficile, se non impossibile, considerando la situazione politica attuale. Il centrodestra di Solinas appare in vantaggio, ma la candidatura di Zedda potrebbe far recuperare terreno a un centrosinistra in difficoltà a livello nazionale. Grande incognita il M5S, che hanno appena eletto Desogus alle primarie (con 450 voti online).

Possiamo però tranquillamente prevedere che il più grande partito sarà probabilmente quello dell’astensionismo. Nelle elezioni regionali del 16 febbraio 2014, che videro Pigliaru uscirne vincitore, l’affluenza si fermò ad appena il 52,34 % (con una flessione del -15,23 % rispetto alla tornata precedente).

Elezioni Regionali, vincerà l'astensionismo?

Elezioni Regionali, vincerà l’astensionismo?

Dai dati del Ministero dell’Interno, possiamo vedere che l’astensionismo in Sardegna è un dato in continua crescita, almeno dal 1983. Non solo. Per le elezioni locali il dato è preoccupante, da anni si arriva a malapena al 50% in molte città. Si tratta del dato peggiore nella storia della nostra Democrazia in termini di affluenza.

Votare è un diritto e un dovere: crediamo che sia importante recarsi alle urne, nonostante la disaffezione alla politica in generale, per scegliere i propri rappresentati (a qualsiasi livello, dalle comunali fino alle politiche).

Per quanto riguarda le Elezioni Regionali nella nostra isola, lo è ancora di più, dato che mandare in viale Trento a Cagliari un consigliere del proprio territorio, infatti, significa avere una rappresentanza e poter far sentire la propria voce laddove vengono prese le decisioni e “smistate” le risorse regionali.

Per questo, per una volta, la speranza è di vedere un po’ di sano “campanilismo” e una partecipazione attiva il più ampia possibile, per non finire – come al solito – a guardare il nostro paese fare da spettatore mentre iniziative, sedi provinciali, enti locali, e fondi regionali… si accasano altrove.

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