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San Gavino Monreale
martedì, 27 Luglio 2021

Coronavirus, siamo vecchi e con pochi posti in terapia intensiva. Un solo rimedio: stiamo a casa!

Emergenza sanitaria

Non bisogna essere pessimisti, anche se forse servirebbe.

Non bisogna essere allarmisti, anche se forse servirebbe.

Bisogna essere coscienti della situazione che si potrebbe creare e che, fortunatamente, possiamo ancora evitare.

La media nazionale ci dice che in Italia, circa il 10% dei contagiati attuali da Coronavirus è ricoverato in terapia intensiva.

A San Gavino Monreale abbiamo un ospedale che ha come bacino tutta la vecchia Provincia del Medio Campidano. Insomma, il nostro ospedale si rivolge a circa 100.000 persone.

L’ospedale “Nostra Signora di Bonaria” di San Gavino Monreale ha 4 posti di terapia intensiva e 3 posti di terapia post-intensiva. Sono oggettivamente pochi anche in una situazione di normalità. Immagino che si stia facendo di tutto per aumentare i posti da 4 a 6, magari anche a 8. Non conosco le reali potenzialità, ma voglio essere ottimista: i grandi medici del nostro ospedale riusciranno a farli diventare 8 in brevissimo tempo!

Per riempire 8 posti di terapia intensiva servono quindi 80 contagiati da Coronavirus (il 10% di 80 è 8).

80 contagiati su una popolazione di 100.000 abitanti sono sicuramente una percentuale più alta della media nazionale, ma in termini assoluti, numericamente 80 contagiati sono un normale focolaio di coronavirus non fermato per tempo.

Ricordiamoci inoltre, che siamo un territorio molto anziano, uno dei territori più anziani di tutta Italia e, ahinoi, sappiamo che il coronavirus sugli anziani è molto, molto aggressivo. Sia chiaro, non ne sono immuni i giovani, anzi, questo articolo è rivolto soprattutto a loro: state a casa!

Nel nostro territorio la popolazione è anziana, siamo sicuri che in terapia intensiva ci andrebbe solo il 10% dei contagiati? A essere ottimisti ce ne andrebbe il 20%.

Nel nostro territorio la popolazione è anziana, siamo sicuri che nessuno abbia bisogno della terapia intensiva per altri motivi?

Nel nostro territorio la popolazione è anziana e tutti noi abbiamo il dovere di stare ancor più attenti. E con tutta la coscienza personale che abbiamo in dote, credo sia il caso che ognuno di noi incrementi da sé le misure restrittive già imposte dal nostro Governo. Ognuno può e deve fare la sua parte. Basta pochissimo per far collassare la nostra sanità locale!

Lasciamo aperto solo ciò che è essenziale, non aspettiamo che ce lo imponga un decreto o un’ordinanza. Non perdiamo altro tempo, anche un giorno d’anticipo può fare la differenza.

Fermiamoci quindici giorni, venti giorni, un mese. Perché altrimenti potremmo doverci fermare per tre mesi. Se stare fermi un mese è durissima, immaginatevi cosa potrà essere stare fermi tre mesi. E se ricostruire dopo un mese sarà complicato, pensate come sarebbe difficile ricostruire dopo tre mesi, ammesso che sia possibile farlo.

Abbiamo una grande arma contro il coronavirus: è il tempo. Non sprechiamola.

Luca Fois (dal suo isolamento fiduciario)

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