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Il Parco Rolandi che vorrei

Il parco Rolandi che vorrei ha grandi alberi maestosi e possenti, con verdi chiome che mi proteggono dall’alto e con i grossi tronchi da abbracciare senza mai riuscire ad incrociare le mani; ha l’erba verde su cui potersi sdraiare a leggere un libro, ad ascoltare la musica con gli occhi verso il cielo, a parlare del futuro con la persona amata e ridere fino alle lacrime con gli amici della vita.

Parco Rolandi

Parco Rolandi

Il parco Rolandi che vorrei ha gli spazi per i bambini per poter correre mentre giocano a pallone; ha le panchine per gli anziani che si fanno cullare dal sollievo, che la brezza leggera dà, durante il caldo estivo; ha le famiglie che si incontrano dopo una lunga giornata di lavoro, donne e uomini saturi di stanchezza che si riposano e scherzano senza pensare alla nuova giornata che dopo la notte li attende.

Il parco Rolandi che vorrei è l’ombelico del paese dove giovani, adolescenti, ragazzi e ragazze si incontrano per vivere liberamente la loro estate; è l’indirizzo nel quale fissare un appuntamento, è il luogo in cui organizzare una manifestazione, è il punto d’incontro nel quale ritrovarsi durante la settimana a mangiare un gelato o a bere una bibita ghiacciata.

Il parco Rolandi che vorrei è il centro nel quale si manifesta la musica. La musica che unisce i popoli, la musica che è tra le arti quella che più di tutte ha il potere di far incontrare le genti. Nel parco Rolandi che vorrei infatti la musica la fa da padrona, tutta la musica, i concerti, i gruppi emergenti, musica italiana e straniera, moderna e di tradizione. Nel parco Rolandi che vorrei la musica non deve mancare mai.

Il parco Rolandi che vorrei ama le arti e per questo deve essere la linea che le congiunge, che le fa unire, perché le arti sono la manifestazione più forte della bellezza e per questo devono essere fatte conoscere e devono essere apprezzate da tutti. La fotografia, la scrittura, la lettura e il disegno, sono la voce del parco Rolandi che vorrei, una voce comune a tutti, che non fa distinzione.

Parco Rolandi

Parco Rolandi

Il parco Rolandi che vorrei non deve avere rivali, deve essere il parco più bello, il parco che tutti vogliono venire a visitare, deve attirare le genti, deve animare le persone, deve essere gioco e vita; deve insegnare lo sport, deve farlo ammirare in tutta la sua ricchezza, deve farne conoscere le regole, spiegarne la difficoltà, apprezzarne le vittorie e capire le sconfitte. Lo sport fa crescere, fa formare il carattere, ci insegna a stare in compagnia e a rapportarci con le persone. Lo sport, come le arti, non deve mai mancare nel parco Rolandi che vorrei.

Nel parco Rolandi che vorrei, inoltre, ci sono gli animali, gli amici animali, che sono i nostri compagni leali e fedeli; gli animali come le persone devono avere i loro spazi nel parco Rolandi che vorrei, gestiti, puliti e guidati, ma li devono avere. Chi già da piccolo impara ad apprezzare e ad amare un animale, da adulto diventerà sicuramente una bella persona. Gli animali sono stati creati come lo siamo stati noi, dobbiamo saperci convivere e insegnare a farlo a chi è più inesperto di noi.

È questo il parco Rolandi che vorrei, il trionfo della natura, Madre Terra che ci culla nelle sue braccia, la vita, che nella semplicità di un parco può essere il motore per una rispettosa convivenza.

Parco Rolandi

Parco Rolandi

Il parco Rolandi che vorrei potrebbe esistere non solo nella mia fantasia ma anche nella realtà, se ci fosse la volontà di tutti per crearlo, se chi ne ha la possibilità e la facoltà per farlo, vedesse nel parco quello che vedo io e si rendesse conto del tesoro che ha tra le mani. Un tesoro che potrebbe portare altre ricchezze, altri tesori, economici e sociali, così come accade nei paesi vicini, che hanno già il loro parco dei desideri, perché negli anni sono stati in grado di valorizzarne l’aspetto e sfruttarne le potenzialità. Il parco Rolandi deve portare questo, ricchezza per il nostro paese e condivisione tra gli abitanti.

Fonte: Enrica Porcella, Comprendo

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